mercoledì 21 gennaio 2015

L'unica gioia al mondo è cominciare.

L'unica gioia al mondo è cominciare.
é bello vivere, perché vivere è cominciare,
sempre,
ad ogni istante.
Quando manca questo senso
- prigione, abitudine, stupidità,-
si vorrebbe morire.

Cesare Pavese

Ormai questo angolino è pieno di Pavese.
A me spaventano molto gli inizi.
Ho sempre paura di sentirmi fuoriluogo.
Ma poi riesco quasi sempre a portare un pezzettino di me nell'inizio
e un pezzettino di inizio in me.
A me piace molto anche Pavese.
Ho iniziato a leggere Pavese a quindici anni,
facevo il liceo classico
e portavo sempre nella borsa i Dialoghi con Leucò.

"Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre."

Forse più di tanti, è riuscito a darmi speranza,
attraverso i suoi patimenti, ho patito,
attraverso le sue riflessioni, ho riflettuto.

Cesare Pavese, era uno di quegli uomini dai quali mi sarei lasciata prendere in giro, seduta a un tavolino.

Hai perdonato tutti e a tutti hai chiesto perdono, va bene.
Qualcuno ha fatto troppi pettegolezzi, forse.

Io ti rimpiango un po', sempre, attraverso i tuoi rimpianti.



domenica 18 gennaio 2015

Il diritto di espressione e il sociale.

In questi ultimi giorni, un po' come tutti, credo, ho ripensato al concetto di 'libertà di espressione'.
Diritto.
Ma anche Dovere.

Perchè è nostro dovere di esseri umani, dotati della capacità di descrivere e comunicare , denunciare realtà sociali 'allontanate' volutamente dal quotidiano, abbandonate al silenzio della dimenticanza.

Penso alle parole dei deportati, e allora il connubio fra diritto e dovere è evidente, raccontare, per mezzo delle proprie parole, esperienze 'inenarrabili',
per il dovere di testimoniare la storia, per il diritto di poter denunciare al mondo uno degli eventi più tragici della storia.

E allora rifletto sul concetto di abuso.

Nell'era dei social, esprimere il proprio pensiero, è facile, talvolta anche 'doveroso', ci sentiamo in dovere infatti, di comunicare il nostro pensiero, sempre e ovunque, su tutto e su tutti.
Non per altro, eccomi qui, su un simpatico blog di cucina e lettura, a trascrivere pensieri el tutto personali, opinioni delle quali, fondamentalmente, non interessa a nessuno, così, come è giusto che sia.
Però, io stessa, mi sento legittimata a farlo: non devo lottare per scrivere quattro parole in croce, non devo portare i segni delle mie parole e probabilmente, non avrò neppure un confronto reale , su ciò che scrivo e penso.

Siamo così presi dal manifestare le nostre opinioni, da non riuscire neppure più ad 'opinare' , dalla furia di dover esserci: laddove uno stato, una frase, una foto con commento o un dito alzato si manifestano, proprio in quel momento, ci siamo noi, realizzati attraverso un pensiero orizzontale.

Che reclama consenso.
Perchè sentirci affini, diventa una questione di tasti cliccati e condivisioni battute.

In questi giorni sta succedendo qualcosa, a livello politico, qualcosa che io non capisco e molto probabilmente non posso capire.
Al gioco della politica moderna, non ci so giocare, non capisco le regole e un po' come a risiko, finisco sempre per rimanere in un pezzettino di mondo, con pochi cararmati, preda delle strategie altrui.
Hanno provato a spiegarmi le 'alleanze', ma la tendenza ad avvicinarmi emotivamente al perdente, non risulta produttiva: nella vita, come a risiko, quando qualcuno rimane con quattro territori, io, non riesco proprio ad attaccarlo, così cambio gioco e perdo.
Hanno anche provato a spiegarmi come funzionano i grandi partiti, nei quali confluiscono ex democristiani, ex comunisti, ex democratici di sinistra.
E pur trovando carina l'idea di un gruppo non omogeneo di persone, pronte a legiferare insieme, tutta la parte degli 'ex', mi ricorda un po' certe riunioni del liceo, quando ti rendi conto che praticamente tra i sedici ed i diciotto anni, tutti hanno baciato tutti e al contempo tutti, hanno sparlato su tutti, così, alcune parole, come 'coerenza' o 'sincerità' o un concetto come la 'predisposizione alla collaborazione', appaiono poco raggiungibili.
( Ma per fortuna, non si rimane sedicenni a vita e qualcuno si è salvato...)

Oggi, mi hanno spiegato anche, perchè non va bene che Cofferati sia uscito dal Pd. I social aiutano, ognuno ha un'idea al riguardo, c'è chi sostiene che il cambiamento debba avvenire dall'interno, e allora che senso ha andarsene e ricevere il 5 % dei voti.
C'è chi sostiene che abbia fatto bene, perchè Cofferati, è una brava persona.
C'è chi sostiene che'tanto sono tutti uguali'.

E poi, ci sono io, che invidio un po' tutte e tre le prese di posizione:

Invidio i primi, che non parlano con i propri familiari più stretti, non fanno un passo verso il prossimo, ma poi, pretendono che qualcuno cambi un insieme di persone, come, non si sa.

Invidio i secondi, perché non so neppure se io sono una brava persona, figuriamoci se posso sapere se lo sia Cofferati.

Ma soprattutto, invidio i terzi, perché essere qualunquisti è bello.
E facile.
E alla moda.
Ed eccoci qui, a parlare di libertà di espressione e consenso, quello che ottiene, chiunque si espone, ma non troppo, critica il prossimo, ma mai se stesso, pretende, ma non da ed infine giudica, attingendo in parte dal pensiero di questo, in parte dal pensiero opposto.
In questo caso, il dovere di esprimere il qualunquismo, è davvero un dovere?
E il diritto di critica fondato sulle idee di un altro, o di altri, o di altri che parlano a nome di altri ancora, è davvero un diritto?

E i social, che ruolo hanno?
Alle volte penso a come , fuori dal fruttivendolo del mio paese, ci fosse una piccola panca, sulla quale gli anziani si sedevano a chiccherare e fumare, più di una volta, quando fumavo, mi ci sono fermata anche io.
Finocchi biologici e catrame nei polmoni, bella accoppiata.

Poi un giorno, il verduraio ha tolto la panca.
Era divenuto un ritrovo e non più un passaggio.

Smettendo di essere un terzo luogo, detta all'americana, il verduraio, ha chiuso.
 Al suo posto ha aperto un ferramenta e prima dell'insegna, ha riposizionato la panchina.

Ed ecco, l'importanza dei qualunquisti.

Il qualunquismo, fa girare il mondo.




sabato 17 gennaio 2015

I grandi amanti saranno sempre infelici. -- Cesare Pavese

Henri Cartier Bresson*
I grandi amanti saranno sempre infelici,
perché per loro l'amore è grande
e quindi esigono dalla bien-aimée
la stessa intensità di pensieri ch'essi hanno per lei-
altrimenti si sentono traditi.

Cesare Pavese



* Una fotografia è un bacio, oppure uno sparo,
siamo d'accordo, antitesi della guerra.
Però mi è sempre piaciuto stravolgere un po' il senso delle cose,
come in fin dei conti, ho sempre preteso 'la stessa intensità di pensieri'.



giovedì 15 gennaio 2015

La bellezza sta negli occhi di guarda.

E scriverò per te,
per il tuo ricordo straziante
pochi versi dolenti
che tu non leggerai più.
Ma a me staranno atroci
inchiodati nel cuore
per sempre.

Cesare Pavese

Affinità elettive o come le vuoi chiamare.

C'è un film, 'questione di tempo', mi commuove.
L'amore, il destino, il tempo, la frangetta, non saprei.

La piccolo botte dei desideri

Non so se avete letto l'iniziativa di quella donna che, per affrontare i giorni bui, decide di ricordare quelli luminosi. (Non troverò mai più il link, lo so).
Beh, che novità, quale donna, in fondo, non ricorda i giorni degni di essere vissuti, quale persona, non si è mai aggrappata con tutta se stessa al ricordo felice, per sopportare tutti quei momenti, che proprio, sembrano i più difficili da affrontare.
L'iniziativa carina però, della donna 'illuminata', è quella di scrivere ogni giorno, in una sola frase, qualcosa di bello, di felice, qualcosa che possa farle ricordare quel suo giorno, come un giorno ben speso, poi, gettare il biglietto in una botte per ripescarlo quando l'anima è in sussulto.
Ho deciso di trarne ispirazione.
Anche perché io, nelle botti, ci conservo i tappi delle bottiglie di vino, ma ogni volta che fisso quei tappi, mi rincorre il terrore della cirrosi epatica, nulla a che vedere con gioia , speranza e vita, insomma.

Il mio primo tentativo del ricordo di un momento felice del 15 gennaio 2015:
sono felice di dover studiare quello che devo studiare.

Poco importa se vivrò un mese infernale di ansia e panico, per poi dover affrontare l'esame che mi ridurrà in pezzettini, un'altra volta.
Sono davvero felice di studiare le trasformazioni linguistiche.

Penelope è propositiva.

mercoledì 14 gennaio 2015

A come Arezzo

Museo archeologico di Arezzo


Insomma, il 2015 è iniziato.
Renzi è intervistato alle"Invasioni Barbariche".
Io avevo dimenticato la password per accedere a questo mio blog,
"che fortuna!"
avrete pensato.
E invece eccomi qui,
perché tac, improvvisamente,
mentre montavo la crema al mascarpone,
mi è tornata in mente la parola magica, e no, non è 'caloria'.
Quindici giorni ed ho già infranto il proposito che mi vedeva magra , bella e con una carota in mano.
Chissà quanto tempo dovrò impiegare per infrangerli tutti, i miei buoni propositi?

Per Natale ho ricevuto quasi tutti i libri inseriti nella lista dei desideri, mi fissano, li vorrei leggere, ma sto cercando di impegnarmi seriamente, e questo significa anche, rimandare le letture personali.
Ho testato  quattro o cinque ricettine formidabili, che vorrei postare a breve.
Ho cantato a tutta voce 'Penelope' di Nina Zilli, ma nessuno mi ha ascoltata e ora sono decisa a non urlare in faccia a nessuno le mie piccole verità, perché anche se ti impegni nel farti capire, spesso, a quello che hai davanti, non interessa capirti.
Ho salutato con furore una vespina bianca, che mi sfrecciava affianco sulla strada di casa, convinta che fosse Nanni Moretti.
Non era Nanni Moretti, o forse si, non lo so, probabilmente non lo sapremo mai.

Appena riuscirò a leggere per piacere e non per circostanze, posterò qualcosa di serio, qualcosa di senso compiuto almeno.
Per il momento, torno a salutare animosamente, ogni vespina bianca, convinta che sopra ci sia Nanni Moretti.

Ps : Sono stata ad Arezzo, da quando ho smesso di aspettare Ulisse ho scoperto quanto sia bello uscire di casa ogni tanto e lasciare le finestre chiuse, per un po'. Se vi capita, andate, è una bella città.


mercoledì 31 dicembre 2014

Penelope a capodanno... Penelope tutto l'anno!

A che cosa serve avere un blog, se non a riempirlo di piccole, personali, storie, che non interessano a nessuno?
Ed eccomi qui, allora, a celebrare l'anno più bello della mia vita.
Perché questo, sotto tutti gli aspetti, è stato l'anno più bello della mia vita di giovane adulta.

Un anno completamente privo di certezze, di punti fermi, di oasi e porti sicuri:
il 2014 è stato l'anno del 'tutto per tutto', del mettersi in gioco, del 'o la va o la spacca', finemente rinominato
anno del CARPE DIEM .

Non ho trascorso un solo giorno del 2014 a piangermi addosso,
neppure uno a poltrire senza compiere nulla di costruttivo,
non c'è stato giorno in cui io non abbia imparato qualcosa di nuovo,
scolasticamente parlando, relazionalmente, umanamente e forse anche lavorativamente.

Non c'è stato un solo insulto che io non mi sia sentita gridare,
li ho ricevuti tutti, li ho analizzati
e forse per la prima volta, ho alzato le spalle e provato a vendere cara la pelle.

Non ci sono riuscita,
ma ci ho provato,
ed è già un successo.

In un paio di occasioni mi è mancato il cuore,
in altre, mi è tremato,
ho temuto di non tornare a casa,
ma grazie a un macchinista gentile,
sono sopravvissuta al treno
e anche piuttosto bene, direi.

Mi sono sentita incompresa, spesso,
ho sentito il peso degli sguardi stringersi attorno alla mia gola,
ma anni di attacchi di panico, 
mi hanno insegnato a gestire la mancanza d'aria
e così, sono ancora qui.

Ho gioito insieme alla mia migliore amica,
a 900 km di distanza,
per tutto ciò per cui era possibile gioire.
Ed abbiamo ironizzato su tutto ciò che era ironizzabile,
morte compresa,
per paura della paura 
o semplicemente per non lasciarci andare.

Credo di aver esagerato cinque o sei volte di troppo,
ma il mio angelo custode
e l'amore dei miei amici,
sono riusciti a salvarmi appena prima di cadere nel baratro del senso di colpa.

Ho detto addio alle sigarette e alla carne,
ai sorrisi di circostanza, ai limiti autoimposti
e obiettivo 2015 sarà lavorare su quelli semplicemente imposti.

Ho cambiato ordine ai miei libri almeno quattro volte 
e ogni occasione è stata catartica.

Mi sono innamorata di tutto e di tutti,
almeno tre volte
ed ho urlato amore in profonde valli di odio.

Ho riconfermato e trovato amicizie splendide,
alcune coltivate quotidianamente.
Ho quasi perso un'amica
a causa del mio brutto carattere
e dell'incapacità di dimostrare il bene in maniera'convenzionale'.

Ho avuto fede, 
o meglio,
la fede mi ha trovata. 
Ed è stato bellissimo.
Anche se ora mi toccano
battute su battute.

Ho scoperto cosa voglio fare nella vita.
Seriamente, intendo.
E mi dispiace deludere qualcuno,
ma non è vero che i titoli cambiano le persone,
i titoli, per me e per quelli come me,
sono solo titoli,
seguiti da due punti,
quello che conta è la sostanza del testo.

Ho profondamente,
disperatamente,
amato un uomo.
Non so come andrà a finire,
perché non si sa mai,
ma fra le sue braccia mi sono sentita a casa
e quella sensazione 
la porterò in me, per sempre.

Ho cambiato idea un numero considerevole di volte,
alcune in meglio, altre in peggio.
Ma ora so che la mia convinzione
'cane che abbaia non morde'
è sbagliata,
perché se il 90% delle volte ho ragione,
il 10% sono batoste dolorosissime.

Nel 2014 ho preso 7 kg,
ho mangiato cose decisamente buone,
in ogni parte di Italia,
ma porterò nel cuore la Puccia,
grande passione salentina.

Sono stata in grado di fare cose che non pensavo sarei riuscita a fare,
ho ottenuto splendidi risultati,
davanti a una sconfitta eclatante,
mi sono rimboccata le maniche, senza lamentarmi troppo.

Ho commesso diversi sbagli,
per alcuni sto ancora pagando,
per altri avrei voluto, ma non ho avuto modo.

Ho capito poco sul mondo,
ma molto su di me
e posso dire con serenità che,
a piccole dosi,
amo tutto,
senza limiti,
solo la  Sachertorte.

Per quanto riguarda i buoni propositi...
dovrei dimagrire, studiare, diventare più paziente e più gentile.
Dire meno parolacce.
Essere meno intransigente.
Non strapparmi le pellicine.
Interrompere la dipendenza da schiuma del capuccino.
Mettere quella crema per contorno occhi che mi ha regalato mia nonna, mattino e sera.
Muovermi di più e leggere di meno, 
perché se è vero che l'editoria italiana è in crisi,
è anche vero che non posso supportarla solo io.

Buon anno nuovo,
che sia bello per voi, come per me,
almeno la metà di come lo è stato il 2014.
Auguri.

Ps ...arriva per tutti il momento di smetterla,
smetterla di rincorrersi per il mondo come il gatto con il topo.