L'unica gioia al mondo è cominciare.
é bello vivere, perché vivere è cominciare,
sempre,
ad ogni istante.
Quando manca questo senso
- prigione, abitudine, stupidità,-
si vorrebbe morire.
Cesare Pavese
Ormai questo angolino è pieno di Pavese.
A me spaventano molto gli inizi.
Ho sempre paura di sentirmi fuoriluogo.
Ma poi riesco quasi sempre a portare un pezzettino di me nell'inizio
e un pezzettino di inizio in me.
A me piace molto anche Pavese.
Ho iniziato a leggere Pavese a quindici anni,
facevo il liceo classico
e portavo sempre nella borsa i Dialoghi con Leucò.
"Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre."
Forse più di tanti, è riuscito a darmi speranza,
attraverso i suoi patimenti, ho patito,
attraverso le sue riflessioni, ho riflettuto.
Cesare Pavese, era uno di quegli uomini dai quali mi sarei lasciata prendere in giro, seduta a un tavolino.
Hai perdonato tutti e a tutti hai chiesto perdono, va bene.
Qualcuno ha fatto troppi pettegolezzi, forse.
Io ti rimpiango un po', sempre, attraverso i tuoi rimpianti.
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mercoledì 21 gennaio 2015
L'unica gioia al mondo è cominciare.
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venerdì 28 novembre 2014
Infantilismo
Ho un esame a breve,
studio la notte.
Mi concedo Janis Joplin
e mi mandano i carri armati.
Il prossimo club del libro si riunirà lunedì 22 dicembre
il libro del mese è "E le stelle non stanno a guardare".
Ma non posso godermelo come vorrei,
considerate le paranoie che Catullo amava mettere in versi.
Catullo io ti amo e ti odio,
ti ho sempre amato perchè ci siamo sempre assomigliati, ahimè.
Ma mai quanto adesso ti odio,
per la lunghezza spropositata del tuo carme 68.
Capitemi,
ho anche smesso di fumare.
A breve troverete la recensione del club del libro di novembre!
Torno a Lesbia, Manlio, Allio e Laudamia.
studio la notte.
Mi concedo Janis Joplin
e mi mandano i carri armati.
Il prossimo club del libro si riunirà lunedì 22 dicembre
il libro del mese è "E le stelle non stanno a guardare".
Ma non posso godermelo come vorrei,
considerate le paranoie che Catullo amava mettere in versi.
Catullo io ti amo e ti odio,
ti ho sempre amato perchè ci siamo sempre assomigliati, ahimè.
Ma mai quanto adesso ti odio,
per la lunghezza spropositata del tuo carme 68.
Capitemi,
ho anche smesso di fumare.
A breve troverete la recensione del club del libro di novembre!
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martedì 14 ottobre 2014
Coppie minime: eGo - eCo
Fra una battuta e l'ironia, ogni tanto, partorisco delle riflessioni.
Ultimamente ho ripensato a questa simpatica immaginetta presa da internet che spiega facilmente la differenza fra una vita improntata su se stessi ed una che tiene conto e da importanza al prossimo.
C'è un comandamento che ricorda ai cristiani di amare il prossimo, alcune correnti di buddismo esaltano l'interiorità di ognuno di noi, eppure credenti o meno, ogni giorno, ci troviamo davanti a più eGo rispetto all'eCo.
Evidentemente siamo arrivati al punto in cui all'uomo va ricordato che esiste un qualcosa oltre alla propria intima persona (e ai propri scopi...) e ritengo che sia triste e controproducente : per forza di cose, seguendo questo meccanico, squallido schema, ci ritroveremo ad un punto di non ritorno, dove davvero non esisterà più un eCo, ma tanti, singoli eGo.
Ridendo e scherzando, sono anni che ingigantisco il mio, di eGo, simpaticamente,
quasi a voler far emergere il personaggio oltre la persona,
ma non ho mai dimenticato che ci sia un eCo tutto intorno, ovunque e sempre.
Certo, ci possono essere momenti o motivi che danno spiegazione ad un egoismo momentaneo
(in attesa di capire che l'egoismo non ci protegge, ma distrugge)
, ma comunque non lo giustificano mai e poi mai.
Di questi tempi è facile, invece, inciampare in un egoismo giustificato e giustificabile sotto ogni punto di vita,
sbattuto in faccia, sottolineato, esaltato : sono egoista e me ne vanto!
Va avanti l'idea che essere egoisti significhi essere furbi, scaltri, ingegnosi.
"Io amo me stesso per come sono"
un assioma bellissimo,
che diventa bruttissimo se accompagnato dal "poco importa se...
...non mi occupo del prossimo
...penso a me e solo a me
...decido in base ai miei soli bisogni
"
Di fondo, impalcatura dell'egoismo legalizzato, c'è l'idea che si debba vivere solo con se stessi e di conseguenza dobbiamo pensare prima a noi stessi e poi al resto del mondo.
Cosa che condivido in parte,
(se devi mettere la maschera gas ai bambini, prima la indossi tu ecco)
ma che in parte lascia spazio ad una interpretazione che coincide con la totale eliminazione dei doveri nei confronti di altri.
Abbiamo molti doveri nei confronti della nostra persona, è vero, ma abbiamo altrettanti doveri nei confronti di coloro che ci crescono, coloro che definiamo amici, i nostri figli o i nostri compagni.
Ormai purtroppo, e sottolineo il purtroppo, siamo portati a pensare a come soddisfarci per primi per paura che gli altri non ce lo lascino fare, oppure semplicemente, nascondiamo dietro a questa paura, che è del tutto superabile ve lo giuro, la mancata voglia di fare, sacrificare, aiutare.
Appena si chiede a qualcuno qualcosa che non comporti un beneficio,
veniamo visti come pazzi,
per poi finire denigrati
("ah si, mi voleva usare...").
Beh, voglio dirvi una cosa: qualche volte le cose si fanno, perché è giusto farle, altre perché è bello farle, altre ancora solo per rendere felice il prossimo,
non avere dei tornaconto non significa essere usati.
Significa solo pensare anche agli altri:
no, non dobbiamo sacrificarci a tutti i costi, spesso bastano piccoli gesti.
La bellezza del dare senza ricevere non è nota a tutti, anzi,
i più la ignorano e mi dispiace per loro.
Inoltre, questo egoismo è accompagnato dall'invidia
nel momento in cui il tuo donare viene riconosciuto dal prossimo
(non che si faccia per poi essere lodati sia chiaro, ma spesso capita)
e allora si inventano scuse su scuse,
bugie enormi raccontate a se stessi prima che agli altri.
Se si vuole davvero pensare eCo, si può.
Pensare eGo è facile.
Ma se eCo ha un futuro, eGo non lo può avere:
dove eGo affoga, eCo distribuisce braccioli, sappiatelo!
Pace & Amore
domenica 12 ottobre 2014
Macellazione rituale : diciamo no!
| Le galline di mia suocera |
Sabato 11 ottobre a La Spezia si è svolto un sit in di protesta nei confronti della macellazione rituale.
(Per chi non sapesse di cosa si stia parlando http://it.wikipedia.org/wiki/Halal).
Quando si parla di macellazione, a me vengono in mente gli occhi delle galline.
Ora, io potrei mettermi qui a spiegare perché sarebbe meglio evitare la carne, potrei raccontarvi di quanto e come siano atroci le sofferenze degli animali che ci ostiniamo a mangiare nonostante non sia necessario farlo.
(argh!una nota polemica concedetemela..)
Invece, non farò nulla(quasi) di tutto questo, perché credo che ci siano scelte e decisioni da intraprendere volontariamente, seguendo la propria indole e la propria sensibilità, in base a queste decisioni, poi, sarete voi stessi ad andare a ricercare i benefici della vostra scelta.
Però, perché c'è sempre un però, voglio farvi notare l'espressioni degli occhi di queste galline, cresciute a terra, in mezzo alla natura, ben nutrite, in un qualche senso, anche 'amate'. I loro occhi, consapevoli di cosa sia accaduto alle vittime mancanti da un po', esprimono dolore, nonostante la vita , meravigliosa, almeno in base alle aspettative di vita di una gallina, che stanno conducendo.
| galline consapevoli |
Sia chiaro, la mia non è una critica a un popolo, a una religione, a nessuno.
Semplicemente perché la tortura e la morte, non hanno etnia.
Semplicemente perché io, quegli occhi durante la lenta morte, non riesco ad immaginarli.
Ma mi fanno comunque soffrire.
Fate voi.
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