venerdì 24 aprile 2026

Non sai niente di me

 Stamattina ho finito un libro molto bello che mi ha fatta riflettere molto su tante cose.

Innanzitutto l'idea di identità digitale e lascito digitale, perché forse dentro a queste realtà virtuali nascondiamo la nostra vera personalità, la nostra storia, i nostri desideri, tutto quello che vorremmo essere e poi fondamentalmente nel quotidiano reale non sappiamo essere e non siamo.

Per esempio io vorrei essere tanto una di quelle ragazze con la frangetta che vanno in giro per casa con lunghe magliette e gambe magrissime, appoggiate a materiali gelidi, come il pavimento, la ceramica, il marmo, intente a bere tazze di bevande casuali, capaci di non mostrare nessun tipo di emozione, nemmeno quel 'sticazzi' che ti compare brevemente sul viso , proprio fra gli occhi e il naso, mentre appoggi le cosce su materiali duri e non adeguati. Sui pavimenti ci devono passare le scarpe, non i culi.

E invece non sono affatto così.

Tanto per iniziare non ho la frangetta, le mie unghie non sono corte e rosse e le mie gambe hanno la circonferenza di tronchi di baobab ben invecchiati. Se le seghi puoi contare i cerchi e vedere quanti kg ho.

Detto tutto questo, giusto per puntualizzare come la superficialità e la vanità mi appartengano intrinsecamente, ci terrei a parlare di questo libro, molto bello.

Molto bello nella misura in cui si possa trovare bello il tormento di chi scopre qualcosa a lei o a lui celato e finge di non saperne nulla.

Io so bene cosa voglia dire perchè per un periodo della mia vita la quotidianità era questa: fingere di non sapere cose che sapevo benissimo, salvo finire in mezzo ad altre ancora che non avrei dovuto sapere, il tutto, calcolato al millesimo con continui sbalzi e ricadute.

Quindi in realtà da qualche anno ormai, ho deciso di non voler sapere più nulla e soprattutto, di parlare di ciò che so quando lo so e tacere davanti a ciò che ignoro. Molto importante si è rivelato, chiudere un sacco di frequentazioni e pregare il prossimo di non raccontarmi nulla, che sono ancora satura dei segreti che forse non avrei dovuto voluto e potuto sapere con cognizione.

Ma la vita è beffarda, ti prende alla larga e poi finisce per metterti alla prova, esattamente come oggi, quando pulendo, sono incappata in un oggetto che non pensavo di avere in casa e che non appartiene a me. So chi l'ha comprato e so che gli appartiene. Quello che non so è quando, come e perchè, questo perchè non mi è stato detto, non ho avuto comunicazione nè condivisione e di conseguenza qualcosa di piccolo, di sciocco, di irrisorio, come un oggettino, assume le sembianze di una montagna di irrisolti. 

Perché il problema dei segreti è che qualche volta segreti non li dovrebbero nemmeno essere, potrebbero essere frasi buttate li un sabato mattina a colazione o un messaggio accompagnato da una faccina ammiccante, ma diventano segreti perché qualcuno li rende tali e li tutto cambia.

Cambia perché se tu nascondi qualcosa è perché sai che per quella cosa io potrei arrabbiarmi, rimanerci male, incazzarmi, romperti le scatole, rimproverarti, assillarti, sentirmi a disagio, sentirmi in imbarazzo, sentirmi messa in dubbio. E siccome non hai assolutamente voglia di gestire tutto ciò che un oggetto potrebbe, attenzione- potrebbe-, scaturire in me, me lo celi.

Perché è semplice.

Un segreto sembra sempre qualcosa di estremamente facile e veloce.

E invece, cari bugiardi miei, imparate fin da subito che un segreto è un debito che contrai con il destino che ti porterà mille volte a scontrarti con la decisione che hai preso, quella che ti rende un falso, un uomo o una donna a metà, un qualcuno che fa, salvo poi non voler le conseguenze di ciò che si dice e si fa e si pensa.

Cari bugiardi miei, voi ancora non lo potete sapere, ma mentre state ancora solo pensando di nascondere qualcosa agli altri, una parte di voi è già pronta a rimpiangere il momento del concepimento dell'idea stessa, quella subdola idea che vi porterà a diventare bugiardi a vita, perché non importa ciò che farete, se mentire una volta, mentirete sempre. 

E questo ve lo dico io, che conosco bene il prezzo del silenzio, molto più caro di tanti altri prezzi.

Non tutti, questo lo assicuro, ma è un'altra storia.

mercoledì 22 aprile 2026

Intensificare

intensificare

intensificare v. tr. [comp. di intenso e -ficare, sul modello del fr. intensifier] (io intensìfico, tu intensìfichi, ecc.). – Rendere più intenso, e per estens. rafforzare, qualitativamente o quantitativamente: [...] i. i nostri sforzi; i. il lavoro, la preparazione, lo studio, l’azione, la propaganda, la vigilanza. Come intr. pron. (spesso con valore passivo), farsi, essere reso più intenso: il ritmo della produzione si è intensificato in questi ultimi tempi. 

Rafforzare qualitativamente o quantitativamente.
Eccoci nella fase dell'intensificazione.

Sono seduta qui, sul mio divano, a bere una tisana molto molto amara, dopo aver partecipato ad uno studio molto molto bello.
Ho deciso di intensificare la mia attività buddista perché sento ne sento la necessità e penso mi faccia proprio tanto bene.

Ieri ho avuto una giornata densa di emozioni.
Sono molto oppositiva quando voglio, ma fondamentalmente anche quando non voglio, infatti non sempre dipende da me. Ogni tanto è il mio cuore ad andare così veloce da non lasciarmi pensare, figuriamoci essere tranquilla nell'affrontare qualcosa di difficile con il sorriso.
Io non ci sarei voluta andare, ma sono andata ed ora fingo che sia stato bellissimo, anche se io quel batticuore in gola me lo sento ancora tutto e sono spaventata all'idea di doverlo rivivere presto o meno.

Così come non sarei voluta andare oggi dalla nutrizionista, però sono comunque andata.
Sapevo che avrei dovuto perdere qualche kg, sinceramente, me lo aspettavo.

Ma proprio 10 kg?
Seriamente?

No perchè io mi sento appesantita, però non così tanto.
10 kg è il peso di un bambino, un piccolo bambino, ma comunque si intende un altro essere umano, un essere umano che conosce le vocali ed ha già un cartone animato preferito.

Questa questione del peso però mi ha stufata, questo va detto, lo dico da ex magra, lo dico da persona che ha ingerito tutto quello che voluto senza pagarne mai le conseguenze: la questione del peso è una fregatura.

Oggi la nutrizionista mi spiegava che dovrei mangiare solo quando ho realmente fame, imparando ad interpretare il mio senso di sazietà.

Ma quale senso di sazietà si può provare davanti alle cipster dottore?
Nessuno, dai

Comunque negli ultimi anni ho smesso di fumare, smesso di bere, smesso di mangiare la carne, penso di poter smettere anche di mangiare totalmente a caso, credo.

Non lo so, vediamo.
Mi spaventano tante cose in realtà, come dover seguire delle regole precise, dover comprare una bilancia per pesare i cibi e non poter scegliere all'ultimo cosa mangiare.

Questa è l'unica costante della mia vita: almeno sul cibo ho sempre potuto decidere io cosa mangiare e quando, ma a questo punto non è più così.

Ed allora eccoci qui, pronte per un nuovo viaggio.
Fra qualche giorno riceverò la dieta ed alla fine la seguirò, se non per voglia, per scommessa, se non per interesse, quantomeno per non deludere la dottoressa. Che pago. Per sentirmi dire che devo dimagrire. Ok.

domenica 19 aprile 2026

Ingiustizie

 Comunque penso sia profondamente ingiusto trascorrere le proprie ferie fra emorragie ed auto da riparare e poi sentirsi meglio giusto in tempo per dover fare qualcosa che non hai voglia di fare.


Questa mattina ho sostenuto il mio esame ed è stato un momento bellissimo, mi ha riempita di voglia nel fare l'esame di 2 livello il prima possibile ( fra un anno vabbè, però vorrei prepararmi con largo anticipo ed arrivare preparatissima) e di praticare in presenza il più possibile.

Poi, subito dopo, il mio karma mi ha bussato forte sulla spalla ed eccomi qui, ad acquistare i biglietti del treno senza dover pensare a ciò che devo fare perchè altrimenti mi sale l'ansia e mi vene il mal di vivere.

Sono anni che non prendo un treno e preferirei non farlo, soprattutto in solitudine, però vabbè, lo devo fare e lo farò nonostante l'ansia e questa sensazione di disagio nel dover incontrare qualcuno che vorrei profondamente non dover incontrare. Perchè il problema non sarà alzarsi presto, tornare tardi, gestire questo problema di salute che mi sta un po' stufando e dover andare a lavorare il giorno dopo, no, per me il disagio è provocato dal dover incontrare qualcuno che mi fa sentire sempre molto sbagliata, incapace ed inadeguata. Anche se so di avere dentro di me tutte le capacità per affrontare qualsiasi situazione, vorrei non doverle affrontare.

Qualche mese fa ho vissuto un episodio molto brutto che mi ha spinta a volermi allontanare dal percorso che ho scelto di intraprendere e poco tempo fa, legato alla solita persona, si è creato un ricordo sgradevole che mi rende ancora nervosa e mi fa salire la voglia di gridare cose orribili, anche se poi non so se lo farei davvero. Comunque la sensazione è sgradevole.  E la persona oltre ad essere molto indelicata, pare sia perennemente presente nel mio percorso. Come vorrei non dover avere a che fare con lei! E invece...

Insomma, voglio fare dei profondi capricci per dover fare qualcosa che preferirei non fare, ma sarò obbligata a fare con enormi sorrisi falsi ed ipocriti.

Questo è il mio ultimo pomeriggio libero e non voglio sprecarlo così, a soffrire per qualcosa che non è ancora successo. 

La luce del sole entra obliqua dalla finestra e mi scalda tantissimo, il cielo è ancora azzurro e queste 16:53 della mia ultima domenica libera  (almeno per i prossimi mesi) profumano di gioia e rimpianto. Mi sarei voluta riposare di piu, ma avrei anche voluto fare piu cose, ma anche leggere più libri forse.

Ma questo momento è così perfetto che non voglio rovinarlo.

Forse dormirò, perchè poter dormire il pomeriggio ha qualcosa di estremamente magico in sè.

Ingiustizie, si, ma anche fortune non da poco.