lunedì 17 dicembre 2018

Respirare

Respirare.
Impariamo da subito fin da quando l'aria ci apre i polmoni con prepotenza esaltando il primo vagito.
Eppure in giornate come queste , nonostante siano anni che mi alleni, non respirare.

Poco tempo, poche sigarette, poche certezze e questa sensazione di inadeguatezza che mi coglie e mi pone contro a me stessa in un angolo.

Vorrei sapermi difendere dalle aspettative degli altri, dalle mie su me stessa.

Vorrei cancellare questa sensazione di tristezza che mi coglie quando mi rendo conto della lontananza e della distanza di pensiero.

Di essere inconsolabile come l'Euridice di Pavese.

Di non saper chiedere aiuto e di ricevere in cambio sensi di colpa e impossibilità di difendermi.

Davanti allamoallnon so essere obiettiva né sicura.

Mi sento incapace e poco comprensiva.

Quasi come con questa caldaia che non parte proprio oggi lasciandomi sconsolata.

Potrò mai guarire dalla paura di non fare ed essere abbastanza?

Dalla voglia di controllarmi fino al punto di non mangiare?

Saprò essere giusta per una volta?

Saprò comunicare calma e amore?

Sapro colmare le lacune lasciate dagli altri?

Oggi penso alle parole di altri, alle mancanze sottolineate, alle paure, alle insoddisfazioni.

E se avesse ragione la mia pseudosuocera?

Se avesse ragione nel dire che sono una fra le tante, che il piedistallo su cui mi siedo è inappropriato e che i miei problemi sono solo miei?

Non ho mai chiesto a nessuno di risolverli.

E non centra di certo suo figlio se non riesco a mangiare perché mi si chiude lo stomaco quando mi sento come oggi. E glielo assicurerei.

Avrei bisogno di essere trattata con premura. Senza essere data per scontato, da nessuno.
Avrei bisogno che ogni tanto fossi io quella da ascoltare senza batter ciglio.
Avrei bisogno di spazio per i miei pensieri senza che questo tolga spazio ad altri.

Non sono mai stata capace di sottrarmi alle responsabilità o di allontanarmi da chi mi richiedesse.

In questi giorni sento l'abbandono.
Sento di essere messa di lato, in disparte e sento il peso di ogni pezzettino di me regalato a chi poteva farne benissimo a meno o poteva evitare di stressarmi così a lungo.

Oggi ho bisogno di cure e di sucurezze e nessuno si aspetta mai che anche io abbia bisogno di essere fragile ogni tanto.
Ma è cosi.

Vorrei che oggi fossero gli altri a darmi sicurezza.
A darmi modo di essere fragile senza farmene una colpa.

Mi occupo degli altri fin da quando sono nata.

Ci sarà mai qualcuno che penserà a me come ad un essere umano normale che ha necessità di essere accolto ogni tanto, senza accogliere.

Il problema di fondo nasce quando sono io ad aver bisogno di altri. Perché improvvisamente sono vista fragile ed incapace.

Basterebbe un po'più di premura.

Di attenzione.

Oggi e una giornata difficile.

Passerà.

Come ogni altra.

Attendo domenica.



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