venerdì 30 maggio 2014

Il club del libro: perchè.


Il mio amore per i libri, oggetti magici, è nato per caso, in una libreria.
I miei genitori, trascorrevano ore in una piccola libreria sotto ai portici, a pochi metri da quello che sarebbe poi diventato il mio liceo.
Come ogni bambino che si rispetti, richiedevo il dinamismo, eppure all'interno di quelle piccole stanze, venivo rapita da un'atmosfera speciale.

Gli album di famiglia, testimoniano
la volontà di imitare gli
atteggiamenti"adulti", le foto mi ritraggono mentre leggo
Repubblica al contrario e
mentre gioco con vocabolari come fossero"lego".
Nella luce "gialla" delle vecchie lampadine, provavo un senso di appartenenza, onostante non sapessi ancora a cosa mi legasse, questo stesso senso.
Con il tempo, iniziò a divenire il mio rituale preferito, quello del sabato in libreria, fra gli scaffali e il signore anziano che mi permetteva di toccare tutti i libri esposti, senza rimproverarmi.
 

Ho imparato a leggere velocemente,non mi costava fatica, anzi, mi faceva sentire"grande". Iniziando la scuola poi, ero spronata dai complimenti delle insegnanti.
Verso la fine delle elementari, leggere, era diventato motivo di orgoglio, ma anche un appuntamento fisso, nel primo pomeriggio.
Crescendo ed avvicinandomi alla tremenda fase dell'adolescenza, mi emozionava l'idea di ritrovare in parole di altri, ciò che stavo vivendo. Spesso i libri sono stati i miei migliori amici, altre volte sono stati manuali che mi hanno insegnato ciò che le mie percezioni non potevano cogliere da sole.
 

Ho amato tantissimi uomini, scritti semplicemente nero su bianco, mi sono immaginata paesi dai nomi più improbabili, altre volte invece, ho avuto la possibilità di conoscere isole, prima di visitarle e rimanere decisamente delusa dalla realtà.

Il mio problema, nella letteratura, come nella vita, è proprio quello di scegliere di vedere le cose come vorrei che fossero,
la lettura mi ha spronata a farlo,
la realtà delle cose mi ha redarguita più volte.
Però con il tempo ho trovato una sorta di soluzione:
cercare di far assomigliare il più possibile, le cose, a come vorrei che fossero, a come sono nella mia mente, nell'immaginazione curata da parole, virgole e autori. 

La scelta del liceo è stata determinata da tutti quei libri che avrei voluto leggere e avevo paura di non riuscire a capire. In parte anche dal fascino che l'antichità ha sempre avuto su di me, ovviamente. Ma in fin dei conti sentivo il bisogno di scoprire la storia dei miei migliori amici, quelli che mi hanno accolta dopo litigate, rotture, feste, momenti condivisi, momenti che avrei voluto condividere e non sono riuscita a farlo.


La scelta universitaria, è figlia della passione che provo per la parola, per la parola che è stata origine e sarà futuro.
 


Ogni tanto mi capita di usare i libri per mettere a fuoco chi ho davanti, so che è sbagliato, ma spesso questo metro è stato capace di risparmiarmi sofferenze, altre, di regalarmi gioie.
Ma come in ogni rapporto, anche questo mio rapporto con i libri, presenta dei limiti: spesso mi capita di vivere periodi di chiusura. Scopro un argomento che mi appassiona e divengo immediatamente monogama, per poi vivere sensi di colpa nei confronti di tutto ciò che non ho mai letto.
Ho voglia che qualcuno mi sappia consigliare un libro, possa farmi notare ciò che da sola non riesco a notare, sottolinei differenze impercettibili, ho voglia che qualcuno mi esponga idee ed opinioni differenti dalle mie e camminare fra i diversi punti di vista.
Uno dei miei sogni nel cassetto, sarebbe proprio avere una mia libreria, anche se poi vivrei un distacco profondo per ogni vendita.
Vorrei un luogo stracolmo di pagine, di idee, di pensiero, un insieme di libri introvabili e trovati, dove magari, posso mettere a disposizione un panchetto per una bambina che vuole toccare le copertine dei libri, per poi decidere se vale la pena leggerli oppure no.
I libri, amici, compagni, parte di me, di noi, non hanno solo la capacità di donarci emozioni o nozioni o mondi inesplorabili, ci rendono capaci di aprire la mente, sfogliando le pagine.
E spero che questo sia un pensiero condiviso all'interno di un piccolo gruppo di persone, pronto ad allargarsi, per camminare insieme attraverso la diversità:
mi piacerebbe trovarmi al tavolo con venti persone, tutte con un'opinione e riuscire per un momento solo a capire, qualcosa che da sola non sono mai riuscita ad intravedere.
Insomma, figuriamoci se io, da un club del libro, mi aspetto una lettura approssimativa!

giovedì 29 maggio 2014

Il club dei lettori 2

L'esperienza del club del libro si è rivelata decisamente piacevole:una bottiglia di vino, libri, parole e sorrisi.Il senso di appartenenza che mi lega profondamente a chi ama i libri, riesce a creare una sintonia inaspettata persino con persone mai viste o da poco conosciute.

Questo mese abbiamo optato per "Eureka street", un libro consigliato da una ragazza del "club".
Non era presente martedì sera, almeno fisicamente, sta vivendo un infortunio momentaneo, uno di quelli che colpisce ormai una donna su tre, tante donne che conosco, pezzettini di cuore che lottano come solo le donne sanno fare. Ovviamente si tratta di una situazione momentanea, perché noi l'aspettiamo, con le sue espressioni visive, i gesti ed i sorrisi.



Il cibo non era all'altezza delle aspettative, ho trovato qualche difficoltà a gestire il 'senza glutine'-'vegano', però tutto sommato, le partecipanti sono ancora vive senza intossicazioni alimentari e mi sento quindi di consigliare le ricette adoperate.

1- grano con zucchine trifolate e pachini
2- torta di patate e zucchini
3- riso basmati con asparagi e gamberetti
4- riso integrale con olive, mais, carciofini, peperoni, carotine e germogli di soia.


Ovviamente non vedo l'ora di 'ricevere' il libro ed iniziare a leggerlo.
Il prossimo incontro del club del libro sarà il 24 giugno,  sarà caldo e sarà bellissimo vivere una serata estiva, con il suo profumo, il vino, i libri e un'ottima compagnia.


giovedì 22 maggio 2014

Movimento a tutela della FARINATA.

Farinata.
Non cecina.
Farinata.
Farinata.
Farinata.

Marmellata di fragole.

Le mie fragoline bio.


1,50 kg di zucchero

 ricoprite le fragole, lavate e private del picciolo, con lo zucchero, coprite con un panno umido e lasciate macerare per almeno 12 ore, poi versate il composto in una pentola e mescolando, lasciate cuocere e portate a bollore.
Continuate a mescolare fino al termine della cottura.
Con le mie fragoline biologiche è venuta un'ottima confettura. 


lunedì 19 maggio 2014

Il circolo dei lettori

Oggi è stata una di quelle giornate che ti levano qualsiasi speranza nel genere umano, ho avuto voglia di mettermi le mani nei capelli e scappare via urlando, almeno cinque o sei volte.
Quella che mi ha frenata dal farlo, però, è l'eccitazione dell'attesa che vivo in questi giorni, mi calma, mi agita e mi rasserena.
Martedì sera, finalmente, dopo anni ed anni, si riunirà a casa mia, il circolo dei lettori.
Quindi vorrei arrivare a martedì sera senza essere internata e tendo a sorridere laddove vorrei tirare una testata a qualcuno.
Nella mia casa, dalle mille finestre, passano persone in continuazione e questo mi fa sentire viva: mi piace sapere che nonostante gli affanni della vita quotidiana, qualcuno, si ritagli il tempo di prendere un caffè con me.
Quello che più amo in queste quattro stranzette, è la sensazione di calore e appartenenza che mi hanno dato fin dalla prima volta in cui le ho visitate.
Una vita fa.
Mi sembra sia passato un secolo dalla prima volta che ho sceso le scale e sono entrata in questo angolino, era buio, freddo, sporco, pieno di cose e di oggetti.
Io non lo sapevo, ma qui, c'èra l'uomo della mia vita, quello che avrei amato follemente, quello che sorride sopra ad ogni muro, accanto a me.
Ho amato l'uomo e la casa ed entrambi mi hanno saputa accogliere in un momento della mia vita in cui sentivo per la prima volta la gioia di essere sola: non volevo uomini, punti di riferimento, un indirizzo stabile.
Ironia della sorte.
Poi, nulla è 'capitato', anzi, lo abbiamo cercato, voluto, abbiamo lottato disperatamente per riuscire ad ottenere ciò da cui entrambi abbiamo sempre voluto fuggire. Ogni tanto sento ancora il senso di colpa scorrermi addosso, quando penso ai baci rubati mentre pitturavo la camera di rosso, alle poesie lette seduta su una scala, mentre cambiavo i lampadari e i sorrisi legati alla stuccatura del corridoio. Dura un attimo e poi sparisce, però.
In questa casa ho sentito il peso delle responsabilità, è vero, ho rotto qualche bicchiere preda di qualche bicchiere di troppo, ho sentito la libertà, la solitudine piacevole di quando è mattino e il sole batte sulle finestre.
Spesso mi alzo presto, anche se non ho un impegno preciso, bevo il caffè in cucina, poi esco a fumare avvolta nella coperta e mi sento viva.
Ho delle piante da annaffiare, delle fragole da raccogliere, un piccolo giardino da sistemare, mi sento impegnata nei confronti di questi 60 mq fatti di legno, libri, (polvere), fotografie alle pareti, cuscini sul pavimento, incensi, barattoli di marmellata e tende ricamate.
Una volta sono rimasta intossicata, dipingendo la porta del bagno, un'altra volta ho rischiato di allagare il quartiere, cercando di fingermi idraulico, solitamente, finisco per farmi male con spigoli e battenti di ferro.
Amo condividere questo spazio così mio, pur non essendo affatto di mia proprietà, con le persone che amo, con quelle che guardandosi attorno sanno esattamente cosa mi appartenga e cosa no.
Ogni anno, per il mio compleanno, organizzo una muscolata, vengono amici da Pisa, Genova, dall'Emilia Romagna, mi festeggiano trascorrendo una giornata qui, bevendo, mangiando, giocando a carte, e mi rendo conto di aspettare il giorno del mio compleanno con amore, per poter riabbracciare tutti i miei amici in un luogo pieno di impronte, calore, serenità.
Si, lo ammetto, sono contenta che il club del libro si riunisca da me, nel mio porto sicuro, sono contenta di lasciare impresso sui muri di casa il ricordo  dei volti che mi regalano emozioni e parole.
Ovviamente cucinerò per i miei amici, non so ancora cosa, qualcosa di veloce e facile da mangiare, qualcosa di rosso, che mi rappresenti anche sulla tavola, probabilmente.
Non volevo parlare d'amore , di libri, di amici e neppure della mia casa, ma va a finire sempre così, quando ricordo i motivi della mia serenità, quelli, che mi spingono ad essere una persona senza precedenti penali.

domenica 18 maggio 2014

Liberazioni

Si sentiva libera, finalmente.
Mentre apriva la sua finestra sul mondo,
sentì l'ansia del ricordo.
I gesti, memoria istintiva,
le voci, legate ai gesti.
Se lui fosse stato li,
le avrebbe richiesto di chiudere quella finestra,
che lo infastidiva.
Se lui fosse stato lì,
avrebbe trovato sciocco
mangiare fragole guardando fuori.
Ma lui non c'era più, ormai,
e Penelope non dovette aspettare che uscisse,
questa volta:
aprì la finestra,
mangiò una fragola
e tirò un sospiro, carico di consapevolezza.
Da quel giorno nessuno, l'avrebbe più costretta a chiudere le sue finestre.


lunedì 30 dicembre 2013

Buon 2014!


Buon 2014!
Che questo nuovo anno possa essere ricco di arrivi 
e povero di abbandoni.
Ma soprattutto, vissuto con la consapevolezza che,
chi vuol restare, resta.
Chi se ne va, se ne voleva andare, 
probabilmente da tempo.
Che il 2014 sia l'anno in cui
prendiate per mano chi vi bussa alla porta del cuore
e sappiate lasciare andare, chi in realtà,
è già andato via.

Io vi dedico le mie linguine pachini e muscoli, la cosa più buona che ci sia.