venerdì 6 gennaio 2017

Prendiamola con Ironia.

Ultima settimana di ferie.
Ovviamente durante queste due settimane a casa non ho fatto nulla di quello che avrei dovuto:
il mio armadio è in disordine,
non ho preparato neppure uno scatolone,
nessun tipo di attività fisica, camminata con il cane a parte,
non ho cucinato ottimi dolcetti,
non sono stata al cinema,
ho studiato pochissimo,
non ho fatto tutto il volantinaggio che avrei voluto,
ho lavorato per due giorni,
non sono andata al mare,
non sono andata a trovare la mia vecchia zia,
non ho lavato la Ermy,
non ho sistemato l'ufficio,
non mi sono curata le mani,
non ho fatto la ceretta,
non ho scritto nessuna favola
e non sono uscita con il tipo con cui vorrei uscire.

Inoltre, grazie al mio simpaticissimo senso del dovere ed all'incapacità di delegare, mi sono occupata le ferie con almeno trenta impegni che avrei dovuto delegare.

Questa mattina mi sono svegliata all'alba per poter andare ad aiutare il figlio di un'amica che a breve avrà una  verifica di italiano (dopo una nottata a fare la tata...), ma mentre stavo uscendo di casa mi chiama la madre dicendo che il bimbo ha la febbre.
Cerco il lato positivo, mi metto a leggere sul letto.

Vado in cucina e non riesco ad aprire la caffettiera, ripiego sull'orzo.

Scopro di aver finito l'orzo solubile.

Vado a scuola in leggero anticipo, per poter riordinare le aule ed accendere il riscaldamento, ma una volta arrivata scopro di dover annullare tutti i recuperi perché l'insegnante non può venire.

Circa centocinquanta insulti da parte dei genitori dopo, esco, telefono alla mia Letteratadelcuore cercando conforto nei suoi racconti di vita romana.
Salgo in auto, inserisco le chiavi e mi rendo conto di voler comprare la ceretta per poter adempiere almeno ad un compito di quelli fissati nei confronti di me stessa.
Inserisco la sicura e scendo dall'auto.
Lasciandovi dentro, le chiavi, inserite.

Grazie al cielo lunedì torno al lavoro.


martedì 3 gennaio 2017

Positività: Il libro dei Baltimore

Cose Belle del 2017:

dopo quattro lunghi anni, Joël Dicker ha pubblicato il suo secondo libro dal titolo
"Il libro dei Baltimore".

L'ho comprato ieri durante un giro in Feltrinelli nel quale tentavo con poca disinvoltura di non cedere alla tentazione di comprare libri.

Sono uscita con "Il Libro dei Baltimore" , 22 euro per oltre 500 pagine, terminato questa notte.
Dicker si dimostra ancora l'ottimo scrittore che avevo scoperto con " La verità sul caso Harry Quebert".
Dopo il primo giallo dai risvolti inaspettati, colmo di colpi di scena, che mi ha tenuta incollata al testo fino all'ultima pagina, Dicker scrive questo romanzo dedicato alla sua famiglia e al senso di inferiorità che percepiamo tutti, ognuno a suo modo, ognuno nel proprio ambiente familiare.
Risvolti inaspettati anche in questo caso, descrizioni intime e profonde, i personaggi ti colpiscono e non riesci a non immedesimarti in ognuno di loro. Per me, in particolare, è stato impossibile non ritrovarmi nel saccente cugino di Baltimore dall'aspetto gracile.

Il primo libro del 2017.

Spero solo di non dover attendere altri quattro anni prima di trovare un'altra produzione di questo giovane scrittore.

lunedì 2 gennaio 2017

Il 2016 di EQuiLibri

Durante il 2016 non ho letto molto, anzi, ho decisamente ignorato libri che avrei dovuto leggere per dovere, più che per piacere...ma spero di riuscire a rimettermi in pari, al più presto.
Questi sono i libri letti durante il 2016 da EQuiLibri.
(https://www.facebook.com/pg/EQuiLibri-1005302009535765/photos/?tab=album&album_id=1013456328720333 )

Il club del libro ha smesso di essere 'il club del libro' diventando 'EQuiLibri'.
Abbiamo cambiato sede prima ancora che io cambiassi casa, trovando un luogo simbolico ed intriso di valori che ci ha ospitato nei dodici mesi appena trascorsi.

Non solo è cambiato il nome del nostro gruppo, il luogo di ritrovo e la modalità d'incontro, sono cambiati anche i volti e le voci di chi partecipa con la sua opinione ed il suo pensiero, all'arricchimento culturale e personale di tutti noi.
Spero di rivedere presto volti che mi mancano e al contempo spero di vederne di nuovi, sconosciuti, più giovani, meno giovani di me, ma spinti dall'amore nei confronti della lettura e della condivisione.

1- Il teatro alla moda
    Marcello Benedetto.
    Da quando la musica è entrata nella mia vita, sto cercando di imparare quanto più posso al riguardo. Questo testo è un testo molto divertente che ci è stato presentato durante una lezione di storia della musica avvenuta al QuartoPiano (il nostro nuovo luogo di ritrovo) da due docenti di molto ben preparati che hanno una passione nei confronti della letteratura.( E fanno parte di un duo https://www.facebook.com/PianoDuoFP/ )
Il parallelismo fra la società del '700 e quella dei nostri tempi è impressionante e piuttosto evidente.
Ironico, molto, aulico a tratti, incomprensibile nei punti in cui viene scelto il dialetto veneziano come forma espressiva.

2- Kitchen
    Banana Yoshimoto
Molto carino, onirico, il richiamo al sonno è frequente, mi piace come Banana dia naturalezza ed espressione a realtà che in occidente sarebbero trattate con infinita pesantezza, giudizio morale e una buona dose di politicamente corretto.
Però non riesco ad appassionarmi a Banana Yoshimoto.

3- Fimmine Ribelli
    Lirio Abbate
Un testo che farei leggere nelle scuole per trattare il tema della prepotenza, della mafia e della violenza sulle donne.Storie di donne che hanno deciso di essere Ribelli e di porsi contro un sistema che vede la donna come oggetto di proprietà di un uomo. Fimmine che ci hanno rimesso la vita.

"L'idealismo non è difendere le proprie idee quando non costa niente, è quando costa che vale" (cit Dacia Maraini.)


4-Cecità
José Saramago
La voglia di conoscere meglio i premi Nobel ci ha condotti da Saramago, complessivamente lo abbiamo adorato. Una narrazione a tratti disorientante, spesso cruda, netta. affilata. Che sia un caso che la salvezza sia donna?

5 Asharam- dove Gandhi ha sconfitto la camorra
   Carmine Iovine
Questo testo ha ricevuto la menzione speciale per l'impegno civile al Premio Piersanti Mattarella, dedicato alla memoria del fratello del Presidente della Repubblica.
Questo testo per noi rappresenta la volontà di cambiare il mondo, nel nostro piccolo, infatti è edito MarottaeCafiero, una piccola casa editrice di Scampia che ha segnato in positivo una realtà che troppe volte si manifesta in negativo. (  https://marottaecafiero.it/ nel caso in cui vogliate conoscere meglio questa realtà e siate interessati a conoscere testi nuovi, ben scritti e decisamente impegnati).

6-Papà, Mamma e Gender.
   Michela Marzano
Michela Marzano si è occupata nella sua attività di filosofa e scrittrice di molti temi attuali, nel momento in cui ha parlato di Gender è riuscita a trattare il tema senza pregiudizi ed esagerazioni, utilissimo il piccolo glossario nel quale si afferma un vero e proprio atto di civiltà: dare alle cose il loro nome. E in una società dove viene ancora utilizzato con disprezzo il termine 'frocio', si ha davvero tanto, tanto, tanto bisogno di civiltà e senso del rispetto.
Un testo che farei leggere nelle scuole, ai genitori, ai figli, ai nonni e a chiunque dimostra perplessità nei confronti di realtà che vengono considerate speciali e invece, sono proprio normali.

7-Il muro
   Jean Paul Sartre
  Sempre per approfondire il tema dei premi Nobel, abbiamo deciso di leggere i tre racconti raccolti ne 'Il Muro' di Sartre, un autore che si permise di rifiutare il Nobel. Arrogante ed affascinante, un testo che ci fa riflettere sulla natura dell'uomo, sulla condizione umana e sulla scelta di essere uomo ieri come oggi.

8- La donna che scriveva racconti
    Lucia Berlin
Un testo scelto in base alla sua formula: una serie di racconti. Nel corso del 2016 ci siamo resi conto che forse avremmo avuto bisogno di una tipologia testuale che potesse permettere ai più di partecipare anche nel caso in cui non si fosse terminato il libro in tempo per la riunione.
Questo libro è stato una scoperta bellissima, poche volte mi è capitato di leggere il degrado umano rappresentato ed espresso in condizioni di massima dignità. Pubblicato postumo, tradotto in italiano recentemente, rappresenta l'unica testimonianza di un'autrice dalla vita travagliata e dalle doti enormi.

I libri 2016 letti da EQuiLibri sono stati soltanto otto, infatti abbiamo deciso di non riunirci nei mesi di giugno, luglio ed agosto per lasciare spazio a quelle che sono le nostre letture personali ed anche per un problema di organizzazione.

Inoltre, nel mese di maggio, abbiamo festeggiato i due anni di EQuiLibri con l'esibizione di un gruppo teatrale bravissimo, le Officine Superbi (https://www.facebook.com/officinesuperbiteatro/?fref=ts  -vi consiglio vivamente di dare un'occhiata alla loro pagina- ), organizzando una piccola festa di compleanno e rinunciando al dibattito mensile, rimandato a settembre.

Un anno di cambiamenti, un anno di consigli, un anno nuovo per un EQuiLibri rinnovato.


   

domenica 1 gennaio 2017

2016 l'anno della fine- 2017 l'anno degli inizi

Il 2016 è stato l'anno del ritorno.
E dell'addio.

Non ho scritto neppure post, ho perso varie password, ho mangiato tanto gelato al pistacchio, comprato troppe paia di scarpe con il tacco ed ho scoperto di avere un serio problema nei confronti dei sandali rasoterra, che non mi aiutano per nulla a slanciarmi e lasciano le mie caviglie preda di serpenti che potrebbero mordermi da un momento all'altro.
Per mia fortuna, o sfortuna che sia, non ho più vent'anni, non faccio l'amore ed i campi maggio fioriscono poco.
Non c'è un Orfeo, non c'è Don Chisciotte, non c'è più neppure Ulisse.
Ulisse era partito tanto tempo prima che io me ne accorgessi, se ne era già andato prima di intraprendere la sua cura di psicofarmaci e riposo, prima di chiamare il gatto 'Gabriel'come l'arcangelo e di scrivermi 'Ti amo' su spiagge lontane, vissute con qualcuno che non ero io.
Ulisse è stato male, ha sofferto e per molto tempo convinta di essere la causa del suo malessere, ho preso il nostro mondo sulle spalle e stretto la sua vita fra le mie mani, piangendo, la notte.
Ulisse andava protetto e tutelato, perché la sua crisi momentanea avrebbe potuto rovinargli la vita e non sarebbe stato giusto.
Nessuno ha pensato di proteggere e tutelare me.
Il 2016 è iniziato male e finito meglio: è iniziato con la paura di infliggere dolore ed è proseguito con la consapevolezza di averlo fatto.
Poi c'è stata lei, Circe, una donna così diversa da me da non riuscire a credere di poter appartenere allo stesso genere: bella, disinvolta, sicura.
Nulla a che vedere con la libraia part-time, nascosta dietro grandi lenti, divisa fra casa e cane, in cui mi sono trasformata.
Ho perso la persona con la quale sono cresciuta, ma non è stata Circe, è stato Cronos ; il tempo ci aveva mutati e non abbiamo pensato di avvisarci vicendevolmente.
Abbiamo preferito accumulare silenzi e mobili, credere in un sogno che era divenuto sonno.
Ho perso le mie amiche, quelle con le quali ho trascorso gli ultimi anni di risate e vino.
Non sapevo come spiegare quello che stavo vivendo e quando avrei avuto bisogno di loro c'era già un Oceano di mancanze a separarci.
Ho perso la 'mia' casa, che era la 'sua' casa e per molto è stata la nostra casa, senza virgolette che legittimino il termine.
L'ho saluta quella casa, l'ho salutata stanza per stanza ricordandone i mobili vecchi, le pareti colorate, i luoghi segnati da memorie d'amore e quelli segnati da dolori indelebili. Mi manca quella casa con la porta rotta, il cancello cigolante e la muffa alle pareti.
Ho perso tutte le foto, i ricordi, i miei scritti, ho perso tutto quello che il pc conteneva, compresa la fiducia.
Ho perso tutto non appena stava per divenire vero.

Sono cambiate tante cose e tante altre sono accadute.
Ho scoperto una sana e vera passione per il teatro che mi vede completamente diversa da quella che sono e al contempo, mi lascia libera di essere, quella che non sono mai.
Ho trovato calore, possibilità, ho trovato un mondo di libertà in cui la mia frivolezza non è censurata e la voglia di attenzione non è condannata.
Ho provato l'emozione del palco ed è stato bellissimo e sto provando la paura dello spettacolo, uno spettacolo bello, profondo, difficile, complesso, ma davvero nostro.
Ho conosciuto persone nuove che sono diventate amiche e quotidianità.
Ho ritrovato la mia amica Alpha che da un altro stato riesce a darmi la forza per essere esattamente come lei mi vede : indipendente e grandiosa.
Ho cambiato lavoro perché qualcuno, senza sapere bene come e perché, ha creduto di potermi dare una possibilità e dentro questa possibilità ci sono un'infinità di cose meravigliose che mi fanno alzare al mattino con la voglia di vivere e portare avanti una causa in cui credo davvero.
Ho comprato casa ed è strano almeno quanto è stato strano raggruppare gli oggetti di una vita in fretta e furia e gettarli dentro auto sconosciute e portarli in cantine, soffitte e case di altri.

Ho sacrificato tutto per il mio cane ed il mio gatto che non sarebbero resistiti ad una vita con un eroe che si dimenticava di dargli da mangiare.

Ho litigato molto.

Ho chiesto scusa, spesso.

Ho chiesto perdono senza che mi venisse dato.

Ho perdonato. Tanto. Tutto. A tutti.

Il 2016 è stato l'anno del perdono, quello in cui ho deciso davvero di comportarmi come avrei voluto che gli altri si comportassero con me, con la consapevolezza che molto probabilmente non accadrà mai.

Ho detto addio agli ultimi dieci anni di vita.

Ben arrivato 2017, con te, si inizia davvero.

mercoledì 22 aprile 2015

Club del libro di aprile- 21.4.15 Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa.

Ieri sera si è svolta la riunione del club del libro di aprile, nella quale abbiamo trattato il libro "Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa." di Mario Calabresi.
Molti di noi conoscevano già l'autore, grande giornalista, noto per i tragici fatti che hanno coinvolto la sua famiglia.
In un questo testo, la scomparsa del padre di Calabresi, viene introdotta attraverso la ricezione della stessa da parte degli zii del giornalista.
E proprio di questi zii, ci viene raccontata l'intrepida scelta: la scelta di andare in Africa a salvare il loro pezzettino di mondo, come si sul dire.
Al fianco di questi stralci di biografia, vengono riportate esperienze di vita, scelte, opportunità e persone che le hanno affrontate.

Consiglieremmo questo libro? Si, per diverse ragioni.

La prima, è data dal fatto che il ricavato del libro (che costa 17 Euro per 118 pagine) servirà per finanziare 30 borse di studio per la formazione di ostetriche nei centro per bambini e mamme della Karamoja.
E questa ci è sembrata un'ottima motivazione per consigliare il libro.
Purtroppo però, la buona causa intrapresa viene comunicata solamente al termine della narrazione e quindi, ignorando il gesto, l'alto prezzo del testo ci aveva inizialmente destabilizzate. Cosa che non sarebbe accaduto se un trafiletto ci avesse avvertite all'inizio del libro o sulla copertina stessa.

Un'ulteriore motivazione è data dal fatto che è un libro scorrevole, un insieme di storie , brevi, ben scritte, coincise, che riflettono la tendenza professionale di chi le ha composte. Potrebbe insomma interessare, anche a chi ha poco tempo per leggere, un capitolo è lungo poche pagine, motivo per cui il testo può essere facilmente letto prima di dormire o in attesa del treno.

L'ennesima motivazione invece, consiste nel fatto che è sempre piacevole leggere il bene. In un mondo e in un momento storico in cui le notizie principali riguardano "il male"- lasciatemi parlare di male e di bene nella maniera più infantile che ci sia-, leggere "il bene" è positivo, quasi rilassante, nonostante i temi toccati non siano sempre dei più semplici.

Gli zii di Mario Calabresi erano due brave persone e sono felice di aver conosciuto la loro vita, almeno in parte.

Gli aspetti che ieri sera sono stati analizzati con particolare attenzione, sono due : il genere letterario e il sottotitolo del testo, con messaggio annesso.

Per quanto riguarda il genere infatti, non siamo riusciti ad inquadrarlo. Se da un lato l'intento è biografico, lo stile non rende l'intento e nel caso in cui l'intento, fosse quello di raggruppare piccoli articoli pieni di speranza, non abbiamo trovato un valido legame dal punto di vista narrativo e tematico. E la cosa ci ha turbate.
Ci siamo dilungati sulla frase impressa sulla copertina:
'storie di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi'.
Le riflessioni scaturite dall'analisi di questa frase sono molteplici, ma simili.

Se il messaggio del libro è un messaggio di speranza, di incoraggiamento, di supporto, attraverso alcuni esempi di vita, questo messaggio, non ci è arrivato.
Laddove doveva prevalere la speranza, infatti, ha dominato un senso , che tutti i partecipanti hanno provato, di emarginazione.
Per spiegare brevemente la cosa, posso dire che l'italiano medio, giovane, nel 2015, non è un genio. O un inventore. O ideatore. O talmente affermato, da poter decidere di compiere un salto nel vuoto.
E quando tu, lettore, non sei nulla di tutto ciò che ho appena elencato, nel leggere queste esperienze di vita, particolari, non provi empatia, al limite simpatia o invidia, ma difficilmente riesci a riconoscerti nella persona che in giovanissima età viene chiamata a lavorare dall'altro lato del pianeta.
Non, soprattutto, in un 'momento sociale', nel quale non riesci neppure a farti sfruttare, pur di lavorare, perché c'è sempre qualcuno che si lascia sfruttare più di te, lavorando gratis, arrivando ore prima, sostenendo doppie mansioni (...).
Il giovane studente universitario, per dire, non viene contattato , ma cerca di contattare e spesso senza neppure un risultato concreto, neppure a lungo termine. Ciò di cui si parla in questo libro non è la regola, ma l'eccezione.
E non perché di regola, i giovani, non abbiano voglia di far nulla, anzi, ieri sera al tavolo erano sedute delle testoline bellissime e funzionanti, ma quello che ci manca e che ci fanno mancare, sono i MEZZI. Il modo. Ci manca il modo di dimostrare che anche noi potremmo avere una vita meravigliosa e anche noi, se potessimo scegliere, sceglieremmo il bene e non il male. Invece noi, in mancanza di un telaio, di un motore, di un carburante, andiamo a piedi e non raggiungiamo spesso, nè il male, nè il bene.

Questo libro ci ha trasmesso l'ansia, non fiducia, ma ansia.
Partendo dal presupposto che le critiche lette ci avevano fatto intendere fosse il racconto romanzato di una vita, e non un racconto diretto di brevi istanti, e contando il fatto che alcuni salti sia temporali che argomentali ci abbiano debilitato, la delusione è nata dalle corde toccate che non invogliano, non aiutano, non trasmettono. Si poteva far leva su altri argomentazioni.

Avere le spalle coperte e decidere di buttarsi in un sogno, è nobile, ma poco condivisibile.

Io stessa, nel mio piccolo, sogno una libreria, degli scaffali pieni di titoli, uno scacciapensieri attaccatto all'entrata, una piccola area relax, in cui bere un caffè e leggersi un libro. Un buco dove organizzare il club del libro, presentare giovani esordienti, un tavolo per chi deve fare i compiti, uno per chi  decide di lavorare immerso in un'atmosfera magica.
Farò mai questo salto nel vuoto?Non credo.
Perché se non funzionasse, dovrei pagare debiti fino alla fine della mia vita, con soldi che non ho e un lavoro immaginario.

Si, lo so che questo è un mio desiderio e che poco arrecherebbe al mondo, ma è un sogno ed è un sogno irrealizzabile per chi non ha una buona base di partenza o amici talmente ricchi da regalarti scaffali e cassa ( e magari anche i primi otto mesi di affitto).
Questo il pensiero condiviso ieri sera, sconfortante, spiacevole , forse un po' cinico, ma neppure troppo. Se cinismo non significa, dover fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni e il limite delle proprie possibilità.

Il libro scelto per il prossimo mese è "Via Ripetta 155" di Clara Sereni. Dovrebbe costare sui 14 Euro.
La data dell'incontro non è stata ancora fissata, abbiamo grandi progetti per festeggiare il nostro anniversario, ma appena sarà decisa la pubblicherò.

I libri che ci sentiamo di consigliare questo mese sono:
La verità sul caso Harry Quebert
La terrazza proibita
L'ombra del vento

e un buon manuale di geografia, perché se non sappiamo cosa sia la tunda, almeno dove sia la tundra, dovremmo saperlo.

mercoledì 15 aprile 2015

eh, ma.

eh, ma non si fa così.
eh, ma no.

eh , ma parliamoci chiaro.
eh, ma costa fatica.

eh, ma cosa vuoi che sia la fatica.
eh, la fatica è la fatica.

eh, ma per due come noi.
eh, ma per due, come chi?

eh, ma si fa per dire.
eh, ma anche no.

eh, ma allora niente.
ciao.

mercoledì 18 marzo 2015

Meno libri più realtà.

Leggo perché probabilmente non so vivere.

Sono le dieci meno venti di sera e sto ripassando.

Giovedì, venerdì e domenica il banco ANTA sarà in fiera,
pronto per dare informazioni sui pelosetti da adottare
e magari raccogliere qualche fondo.

Siamo giovani, belli, simpatici e pieni di voglia di fare.
Fare davvero, dico, perchè ogni tanto alzare gli occhi dal libro non fa male.