Ieri sera si è svolta la riunione del club del libro di aprile, nella quale abbiamo trattato il libro "Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa." di Mario Calabresi.
Molti di noi conoscevano già l'autore, grande giornalista, noto per i tragici fatti che hanno coinvolto la sua famiglia.
In un questo testo, la scomparsa del padre di Calabresi, viene introdotta attraverso la ricezione della stessa da parte degli zii del giornalista.
E proprio di questi zii, ci viene raccontata l'intrepida scelta: la scelta di andare in Africa a salvare il loro pezzettino di mondo, come si sul dire.
Al fianco di questi stralci di biografia, vengono riportate esperienze di vita, scelte, opportunità e persone che le hanno affrontate.
Consiglieremmo questo libro? Si, per diverse ragioni.
La prima, è data dal fatto che il ricavato del libro (che costa 17 Euro per 118 pagine) servirà per finanziare 30 borse di studio per la formazione di ostetriche nei centro per bambini e mamme della Karamoja.
E questa ci è sembrata un'ottima motivazione per consigliare il libro.
Purtroppo però, la buona causa intrapresa viene comunicata solamente al termine della narrazione e quindi, ignorando il gesto, l'alto prezzo del testo ci aveva inizialmente destabilizzate. Cosa che non sarebbe accaduto se un trafiletto ci avesse avvertite all'inizio del libro o sulla copertina stessa.
Un'ulteriore motivazione è data dal fatto che è un libro scorrevole, un insieme di storie , brevi, ben scritte, coincise, che riflettono la tendenza professionale di chi le ha composte. Potrebbe insomma interessare, anche a chi ha poco tempo per leggere, un capitolo è lungo poche pagine, motivo per cui il testo può essere facilmente letto prima di dormire o in attesa del treno.
L'ennesima motivazione invece, consiste nel fatto che è sempre piacevole leggere il bene. In un mondo e in un momento storico in cui le notizie principali riguardano "il male"- lasciatemi parlare di male e di bene nella maniera più infantile che ci sia-, leggere "il bene" è positivo, quasi rilassante, nonostante i temi toccati non siano sempre dei più semplici.
Gli zii di Mario Calabresi erano due brave persone e sono felice di aver conosciuto la loro vita, almeno in parte.
Gli aspetti che ieri sera sono stati analizzati con particolare attenzione, sono due : il genere letterario e il sottotitolo del testo, con messaggio annesso.
Per quanto riguarda il genere infatti, non siamo riusciti ad inquadrarlo. Se da un lato l'intento è biografico, lo stile non rende l'intento e nel caso in cui l'intento, fosse quello di raggruppare piccoli articoli pieni di speranza, non abbiamo trovato un valido legame dal punto di vista narrativo e tematico. E la cosa ci ha turbate.
Ci siamo dilungati sulla frase impressa sulla copertina:
'storie di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi'.
Le riflessioni scaturite dall'analisi di questa frase sono molteplici, ma simili.
Se il messaggio del libro è un messaggio di speranza, di incoraggiamento, di supporto, attraverso alcuni esempi di vita, questo messaggio, non ci è arrivato.
Laddove doveva prevalere la speranza, infatti, ha dominato un senso , che tutti i partecipanti hanno provato, di emarginazione.
Per spiegare brevemente la cosa, posso dire che l'italiano medio, giovane, nel 2015, non è un genio. O un inventore. O ideatore. O talmente affermato, da poter decidere di compiere un salto nel vuoto.
E quando tu, lettore, non sei nulla di tutto ciò che ho appena elencato, nel leggere queste esperienze di vita, particolari, non provi empatia, al limite simpatia o invidia, ma difficilmente riesci a riconoscerti nella persona che in giovanissima età viene chiamata a lavorare dall'altro lato del pianeta.
Non, soprattutto, in un 'momento sociale', nel quale non riesci neppure a farti sfruttare, pur di lavorare, perché c'è sempre qualcuno che si lascia sfruttare più di te, lavorando gratis, arrivando ore prima, sostenendo doppie mansioni (...).
Il giovane studente universitario, per dire, non viene contattato , ma cerca di contattare e spesso senza neppure un risultato concreto, neppure a lungo termine. Ciò di cui si parla in questo libro non è la regola, ma l'eccezione.
E non perché di regola, i giovani, non abbiano voglia di far nulla, anzi, ieri sera al tavolo erano sedute delle testoline bellissime e funzionanti, ma quello che ci manca e che ci fanno mancare, sono i MEZZI. Il modo. Ci manca il modo di dimostrare che anche noi potremmo avere una vita meravigliosa e anche noi, se potessimo scegliere, sceglieremmo il bene e non il male. Invece noi, in mancanza di un telaio, di un motore, di un carburante, andiamo a piedi e non raggiungiamo spesso, nè il male, nè il bene.
Questo libro ci ha trasmesso l'ansia, non fiducia, ma ansia.
Partendo dal presupposto che le critiche lette ci avevano fatto intendere fosse il racconto romanzato di una vita, e non un racconto diretto di brevi istanti, e contando il fatto che alcuni salti sia temporali che argomentali ci abbiano debilitato, la delusione è nata dalle corde toccate che non invogliano, non aiutano, non trasmettono. Si poteva far leva su altri argomentazioni.
Avere le spalle coperte e decidere di buttarsi in un sogno, è nobile, ma poco condivisibile.
Io stessa, nel mio piccolo, sogno una libreria, degli scaffali pieni di titoli, uno scacciapensieri attaccatto all'entrata, una piccola area relax, in cui bere un caffè e leggersi un libro. Un buco dove organizzare il club del libro, presentare giovani esordienti, un tavolo per chi deve fare i compiti, uno per chi decide di lavorare immerso in un'atmosfera magica.
Farò mai questo salto nel vuoto?Non credo.
Perché se non funzionasse, dovrei pagare debiti fino alla fine della mia vita, con soldi che non ho e un lavoro immaginario.
Si, lo so che questo è un mio desiderio e che poco arrecherebbe al mondo, ma è un sogno ed è un sogno irrealizzabile per chi non ha una buona base di partenza o amici talmente ricchi da regalarti scaffali e cassa ( e magari anche i primi otto mesi di affitto).
Questo il pensiero condiviso ieri sera, sconfortante, spiacevole , forse un po' cinico, ma neppure troppo. Se cinismo non significa, dover fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni e il limite delle proprie possibilità.
Il libro scelto per il prossimo mese è "Via Ripetta 155" di Clara Sereni. Dovrebbe costare sui 14 Euro.
La data dell'incontro non è stata ancora fissata, abbiamo grandi progetti per festeggiare il nostro anniversario, ma appena sarà decisa la pubblicherò.
I libri che ci sentiamo di consigliare questo mese sono:
La verità sul caso Harry Quebert
La terrazza proibita
L'ombra del vento
e un buon manuale di geografia, perché se non sappiamo cosa sia la tunda, almeno dove sia la tundra, dovremmo saperlo.
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mercoledì 22 aprile 2015
Club del libro di aprile- 21.4.15 Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa.
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domenica 15 marzo 2015
Club del libro di febbraio- Muchachas
Riunione del 10 marzo.
Questa riunione più di altre è stata dimostrazione di come i libri possano essere 'strumento' di unione.
Trascorrere una serata al mese, con persone che prima di essere amiche ed amici, sono individui, diversi, ognuno con una propria vita, ognuno con un vissuto ed una propria, intima, curva della memoria.
Scegliendo di leggere Muchachas, di Katherine Pancol, abbiamo scelto di andare sul sicuro, una scrittrice affermata, voce narrante delicata e al contempo presente, temi forti, alle volte brutali e particolari mai lasciati al caso.
Il primo di tre volumi, che ognuna di noi ha deciso comunque di leggere, libro che racchiude la fine del percorso di una generazione (narrata nei primi tre libri dell'autrice, che, fortunatamente, sono nuovamente disponibili dopo vicissitudini editoriali che li hanno resi irreperibili troppo a lungo) e l'inizio di tre nuove storie.
L'autrice ci presenta le tre grandi protagoniste della trilogia, donne, forti e al contempo fragili, soffermandosi principalmente sulla vita, difficile e traumatica, di una madre sola, pur non essendo single, che si riscopre figlia, dopo esser stata madre della propria madre.
Come accade ad ogni riunione, siamo partite dalla narrazione e siamo giunte a narrare noi stesse, per prime, le nostre vite.
Penso che terminerò qui questo post.
Non perchè non ci sia nulla da raccontare, anzi.
Ma proprio perché ci sarebbe troppo da dire e preferisco rimandare le somme al momento in cui conosceremo, tutti, la fine della storia.
Il prossimo incontro sarà il 7 di aprile, un martedì con "Non temete per noi, il nostro futuro sarà meraviglioso" di Mario Calabresi.
Recentemente ho scoperto che questo libro non ha riscontrato un grandissimo successo, ma chi fra noi ha iniziato a leggerlo, mi ha detto che è decisamente bello. Personalmente non ho ancora avuto il tempo materiale per sedermi ed aprire il libro, ma non me ne lamento, anzi...
Allego un paio di foto che testimoniano il peccato preferito da noi lettori del club del libro.
(Il mio dolce ha per base uno strato sottile di torta composta da 3 uova, 20g di zucchero, due cucchiai di latte di soia e 180g di cacao, uno strato di panna montata con un cucchiaio di sciroppo al lampone, una spolverata di cacao e lamponi freschi. Ed è venuto decisamente buono.)
Aspetto nuove proposte possibilmente prima del 7 aprile, in modo tale da riuscire a pubblicare trame/recensioni e rendere più semplice la scelta.
Io propongo Baricco, La sposa giovane, anche se gli ultimi libri sono stati una delusione.
Questa riunione più di altre è stata dimostrazione di come i libri possano essere 'strumento' di unione.
Trascorrere una serata al mese, con persone che prima di essere amiche ed amici, sono individui, diversi, ognuno con una propria vita, ognuno con un vissuto ed una propria, intima, curva della memoria.
Scegliendo di leggere Muchachas, di Katherine Pancol, abbiamo scelto di andare sul sicuro, una scrittrice affermata, voce narrante delicata e al contempo presente, temi forti, alle volte brutali e particolari mai lasciati al caso.
Il primo di tre volumi, che ognuna di noi ha deciso comunque di leggere, libro che racchiude la fine del percorso di una generazione (narrata nei primi tre libri dell'autrice, che, fortunatamente, sono nuovamente disponibili dopo vicissitudini editoriali che li hanno resi irreperibili troppo a lungo) e l'inizio di tre nuove storie.
L'autrice ci presenta le tre grandi protagoniste della trilogia, donne, forti e al contempo fragili, soffermandosi principalmente sulla vita, difficile e traumatica, di una madre sola, pur non essendo single, che si riscopre figlia, dopo esser stata madre della propria madre.
Come accade ad ogni riunione, siamo partite dalla narrazione e siamo giunte a narrare noi stesse, per prime, le nostre vite.
Penso che terminerò qui questo post.
Non perchè non ci sia nulla da raccontare, anzi.
Ma proprio perché ci sarebbe troppo da dire e preferisco rimandare le somme al momento in cui conosceremo, tutti, la fine della storia.
Il prossimo incontro sarà il 7 di aprile, un martedì con "Non temete per noi, il nostro futuro sarà meraviglioso" di Mario Calabresi.
Recentemente ho scoperto che questo libro non ha riscontrato un grandissimo successo, ma chi fra noi ha iniziato a leggerlo, mi ha detto che è decisamente bello. Personalmente non ho ancora avuto il tempo materiale per sedermi ed aprire il libro, ma non me ne lamento, anzi...
Allego un paio di foto che testimoniano il peccato preferito da noi lettori del club del libro.
(Il mio dolce ha per base uno strato sottile di torta composta da 3 uova, 20g di zucchero, due cucchiai di latte di soia e 180g di cacao, uno strato di panna montata con un cucchiaio di sciroppo al lampone, una spolverata di cacao e lamponi freschi. Ed è venuto decisamente buono.)
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| Il mio dolcino intatto |
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| Il mio dolcino n2 |
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| Le migliori gelaterie della zona |
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| I dolcini di Ilaria |
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| GattoLettore |
Aspetto nuove proposte possibilmente prima del 7 aprile, in modo tale da riuscire a pubblicare trame/recensioni e rendere più semplice la scelta.
Io propongo Baricco, La sposa giovane, anche se gli ultimi libri sono stati una delusione.
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martedì 3 febbraio 2015
Club del libro di gennaio- E le stelle non stanno a guardare
Il prossimo appuntamento con il club del libro sarà lunedì 2 marzo, con il libro Muchachas volume 1.
(Libro presente anche nella lista dei desideri di Penelope ).
Oggi ho giocato tutto il giorno, mi sono fatto le unghie nella sedia della cucina, ho corso velocemente e per due volte sono riuscito a spostare tappeto e tavolino, senza far cadere nulla purtroppo.
Poi, mentre miagolavo davanti al nulla, la mia umana è uscita ed è tornata con altre umane.
Si sono sedute sulle mie sedie, hanno appoggiato le loro cose sul mio tavolo e disturbavano il mio silenzio.
Così prima ho cercato di conquistarle gettandomi a terra, carino e coccoloso, e poi ho compiuto il mio attentato al tavolo.
Mi hanno cacciato.
Allora mi sono nascosto.
E ho fatto prendere a tutti un bello spavento.
Ho origliato tutto comunque.
Alessandro Magno
Gatto a parte, stasera abbiamo parlato di libri, più che di un libro in particolare, infatti, non abbiamo speso troppo tempo per recensire Borgo Propizio e le sue storie magiche, ma non troppo, reali, ma mai troppo.
Una lettura leggera, un libro delicato, dove i dettagli non sono troppo profondi e nonostante i temi siano tanti e spesso pesanti, vedi un aborto piuttosto che l'omosessualità, vengono appena accennati, senza dar luogo a particolari riflessioni, sono temi volutamente trattati con leggerezza.
Insomma, se dovessimo trovare la nota positiva in questo libro, sarebbe la leggerezza,
se ne dovessimo trovare una negativa, sarebbe sempre la leggerezza.
Un libro di 'svago', da leggere a letto, in treno, quando si è malate, di sicuro un libro che sarebbe apprezzato dalle nostre nonne, è stato definito il Don Matteo letterario : qualcosa di sereno, senza colpi di scena improvvisi, sangue, scene di sesso esplicito, insomma, un libro sereno e leggero.
La delusione è ricaduta ancora una volta sugli ultimi libri di Baricco e alla sua 'consueta presunzione stilistica', che invece non è presente nel borgo stellato, fortunatamente.
La gioia ricade ancora una volta sulle Dieci donne che abbiamo letto e consigliato alle nostre amiche, qualche volta persino regalato.
Abbiamo chiaccherato a lungo e sono usciti fuori molti titoli e molta voglia di condividere.
Come al solito però, abbiamo dedicato pochi minuti alla scelta del libro, allora, propongo una soluzione, ovvero,mi occuperò di raccogliere i titoli e pubblicarvi i trafiletti di trama e recensione, in modo tale che arrivate all'incontro, si possa essere già orientate verso uno o più libri, stasera sono usciti vari titoli che dividerò fra i consigliati e le proposte.
CONSIGLIATI
La nave di Teseo
Il cane ucciso a mezzanotte
La trilogia delle fiabe di Sepulveda
Orgoglio e pregiudizio
Il caffè della gioventù perduta
Dieci donne, ovviamente
PROPOSTE
Ippopotami e sirene
Io e Billy (in copertina ha un gatto )
Shah-in-shah
Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Gli anni al contrario
Ps noi abbiamo deciso di amare i libri a scatola chiusa, quelli che compri, in base agli aggettivi della trama. Ne voglio uno con scritto 'isterica, logorroica e polemica'.
Pps abbiamo parlato molto, ma no, non mi sembra il caso di scrivere qui, in fondo AlessandroMagno potrà scrivere le nostre memorie :)
Pace amore e dolcini per tutti
(Libro presente anche nella lista dei desideri di Penelope ).
Oggi ho giocato tutto il giorno, mi sono fatto le unghie nella sedia della cucina, ho corso velocemente e per due volte sono riuscito a spostare tappeto e tavolino, senza far cadere nulla purtroppo.
Poi, mentre miagolavo davanti al nulla, la mia umana è uscita ed è tornata con altre umane.
Si sono sedute sulle mie sedie, hanno appoggiato le loro cose sul mio tavolo e disturbavano il mio silenzio.
Così prima ho cercato di conquistarle gettandomi a terra, carino e coccoloso, e poi ho compiuto il mio attentato al tavolo.
Mi hanno cacciato.
Allora mi sono nascosto.
E ho fatto prendere a tutti un bello spavento.
Ho origliato tutto comunque.
Alessandro Magno
Gatto a parte, stasera abbiamo parlato di libri, più che di un libro in particolare, infatti, non abbiamo speso troppo tempo per recensire Borgo Propizio e le sue storie magiche, ma non troppo, reali, ma mai troppo.
Una lettura leggera, un libro delicato, dove i dettagli non sono troppo profondi e nonostante i temi siano tanti e spesso pesanti, vedi un aborto piuttosto che l'omosessualità, vengono appena accennati, senza dar luogo a particolari riflessioni, sono temi volutamente trattati con leggerezza.
Insomma, se dovessimo trovare la nota positiva in questo libro, sarebbe la leggerezza,
se ne dovessimo trovare una negativa, sarebbe sempre la leggerezza.
Un libro di 'svago', da leggere a letto, in treno, quando si è malate, di sicuro un libro che sarebbe apprezzato dalle nostre nonne, è stato definito il Don Matteo letterario : qualcosa di sereno, senza colpi di scena improvvisi, sangue, scene di sesso esplicito, insomma, un libro sereno e leggero.
La delusione è ricaduta ancora una volta sugli ultimi libri di Baricco e alla sua 'consueta presunzione stilistica', che invece non è presente nel borgo stellato, fortunatamente.
La gioia ricade ancora una volta sulle Dieci donne che abbiamo letto e consigliato alle nostre amiche, qualche volta persino regalato.
Abbiamo chiaccherato a lungo e sono usciti fuori molti titoli e molta voglia di condividere.
Come al solito però, abbiamo dedicato pochi minuti alla scelta del libro, allora, propongo una soluzione, ovvero,mi occuperò di raccogliere i titoli e pubblicarvi i trafiletti di trama e recensione, in modo tale che arrivate all'incontro, si possa essere già orientate verso uno o più libri, stasera sono usciti vari titoli che dividerò fra i consigliati e le proposte.
CONSIGLIATI
La nave di Teseo
Il cane ucciso a mezzanotte
La trilogia delle fiabe di Sepulveda
Orgoglio e pregiudizio
Il caffè della gioventù perduta
Dieci donne, ovviamente
PROPOSTE
Ippopotami e sirene
Io e Billy (in copertina ha un gatto )
Shah-in-shah
Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Gli anni al contrario
Ps noi abbiamo deciso di amare i libri a scatola chiusa, quelli che compri, in base agli aggettivi della trama. Ne voglio uno con scritto 'isterica, logorroica e polemica'.
Pps abbiamo parlato molto, ma no, non mi sembra il caso di scrivere qui, in fondo AlessandroMagno potrà scrivere le nostre memorie :)
Pace amore e dolcini per tutti
venerdì 12 dicembre 2014
La lista di Penelope
Questa è la simpatica storia di Penelope.
Penelope esce di casa e compra un Kindle.
Lo mette sotto carica.
Lo accende.
Lo ripone in un armadio.
E scrive questa lettera.
Inutile discutere di come Penelope viva d'attese, ma esistono attese che mettono in croce l'anima ed altre che parlano una dimenticata lingua di desiderio ed emozione.
L'attesa di Babbo Natale, appartiene alle attese 'buone'.
Caro Babbo Natale,
mi chiamo Penelope, nel 2014 non sono stata buona, ma buonissima!
Ho dato il meglio di me a chiunque ne avesse necessità, ho cucinato quasi per tutte le persone che conosco, ho dato amore e dolcetti.
Ho consolato, ho temuto di perdere qualcuno , ho amato, ho battuto la testa contro una mensola di legno, ho mangiato un numero considerevole di gelati pistacchio e amarena.
Ho preso qualche ciucca e da almeno due non credevo sarei riuscita a riprendermi, ma con grande sorpresa, mia e di chi mi ha tenuto la testa, sono ancora qui.
Ho dato, ho dato ed ho dato, molto più di quanto avrei creduto di poter dare, sicuramente molto più di quanto avevo da dare, ma sono felice quando la sera poggio la testa sul cuscino, di poter assolvermi, per qualcosa, ogni tanto, non spesso.
Ho creduto in tutto quello che ho fatto, ci ho messo anima e corpo, lacrime e sangue, tenerezza e rabbia, perché quelle come me, quando intravedono un' ingiustizia, non si limitano quasi mai, senza pensare alle conseguenze, che spesso sono viola, come i lividi che ci portiamo addosso quando al termine di una corsa, inciampiamo e nessuno viene a darci una mano. Di buono c'è però, che verso il quinto livido, capiamo come fasciare il nostro dolore e allora, sul fianco massacrato, possiamo nuovamente posare le mani, in segno di sfida o di testardaggine.
Vorrei scrivere nero su bianco, come io abbia smesso con le dipendenze, ma non sono capace di fare l'ipocrita, neppure sotto false sembianze, e allora lo dico: ho cambiato dipendenza, ho detto addio alle sigarette ed abbracciato i carboidrati come se la mia intera esistenza dipendesse da loro. Perché fino a quando non sarò in grado di correre di nuovo, voglio camminare a testa alta.
Alla fine della storia, caro Babbo Natale, questa è la lista dei libri che vorrei trovare sotto l'albero.
Invito chi passa di qui , a lasciarmi il proprio elenco fra i commenti, perché un libro a Natale, non si nega a nessuno.
1- Da Gramsci a Occhetto. Nobiltà e miseria del PCI (1921-1991)
2-Muchachas 1, 2, 3 (e/o)
3-La regola dell'equilibrio
4-la guerra dei nostri nonni
5-Tempesta
6-Giuda
7-Avrò cura di te
8-La nave di Teseo
9-Il paese delle nobili signore
10-Nel caffè della gioventù perduta
11-Applausi a scena vuota
12-L'ora di lezione
13-L'erba delle notti
14-Il secolo spezzato dalle avanguardie
15-Rete padrona
16-La lista di Lisette (copertina più bella di sempre)
17-Le stanze del tempo
martedì 2 dicembre 2014
Club del libro 24 novembre 2014- Dieci donne
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Ed eccoci qui, con un po' di ritardo, a raccontare l'ultima riunione del club del libro.
Come prima cosa, vorrei esprimere la mia felicità nel poter constatare come il nostro club del libro non solo continui a riunirsi, ma si sia rivelato un piccolo universo di idee, opinioni, interessi e modi di intendere e vivere la vita.
Per me è una gioia poter ascoltarvi mentre raccontate chi siete attraverso ciò che avete vissuto, chi diventerete, attraverso i vostri progetti : perché si, io, come Marcela Serrano, credo nel determinismo.
Nulla di particolarmente estremo
, ma io credo che ognuno di noi sia il risultato di ciò che ha vissuto, almeno in parte ; certo, non è detto che due individui sottoposti agli stessi fenomeni, reagiscano in modo identico, anzi, ma credo che a seconda della propria personalità, si possa essere figli delle esperienze vissute.
(banalmente, se tocco il fuoco e mi brucio, non lo tocco più, ma se sono un'autolesionista invece lo toccherò ancora, più e più volte: in ambo i casi comunque, l'esperienza vissuta mi segna e mi insegna che una fonte di calore può bruciarmi)
Dieci donne: Francisca, Manè, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, AnaRosa, Natasha.
Nove donne problematiche ed una curatrice dell'anima che si rivela nell'epilogo paziente delle sue stesse pazienti.
O almeno, questa è la spiegazione, in base agli eventi vissuti da Natasha e raccontati per voce della sua assistente, che abbiamo dato alla sua stessa assenza e alla mancanza dell'elemento che univa nove storie così differenti fra loro. In particolare io e altre due partecipanti non siamo state capaci di accogliere in maniera positiva quella che abbiamo definito una'mancanza di coerenza' sul finale.
Struggente la storia di abuso, accennata appena, velatamente raccontata da un post, ma non da un pre, che comprendeva tra le vittime diverse generazioni di donne mute. Mi soffermo su questa storia in particolare, la più lontana, per fortuna, dalla mia vita, per imprimere su queste mie pagine il ricordo del 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne.
La nostra riunione è avvenuta il 24, una riunione al femminile, avevo davanti agli occhi tante giovani donne, forti, amiche, più e meno intime, compagne di letture e di risate, giovani donne alle quali vorrei dire di non sentirsi mai sole, qualsiasi cosa accada nelle loro vite, donne per le quali la mia presenza è assicurata sempre, ora, come fra dieci anni.
Il 93% delle donne vittime di violenza domestica non denunciano.
Ci sono miliardi di fattori che causano questa mancata denuncia, ma tutte insieme, amiche lettrici, amiche non lettrici, ma anche non amiche, tutte insieme, donne, facciamoci forza, denunciamo sempre. Aiutiamo a far denunciare. Ma poi cerchiamo anche di esserci, perchè lasciare una vittima di violenza sola, significa nella maggior parte dei casi mandarla nuovamente dal proprio carnefice.
Dire "denunciate"è facile, quando non si tratta della propria vita, cerchiamo di renderlo facile da FARE e non da DIRE.
Una madre che acconsente abusi sulla propria figlia, non è una madre.
Sono andata fuori tema, lo so, ma avevo bisogno di gettare fuori lo sdegno nei confronti di un certo tipo di mondo, che va necessariamente cambiato, non domani, ma oggi, non dal prossimo, ma da noi.
Una vittima di abusi da parte di un familiare, descritta affianco ad una giovane ragazza lesbica, unica a quanto pare, capace ad accettarsi, ma al contempo incapace di stabilire un rapporto sereno, anzi, incapace di stabilire un rapporto senza entrare in un bagno ( spoiler come se piovesse). Un linguaggio estremamente giovanile e colloquiale, divertente e leggero, esprime una logica e uno stile di vita quasi inafferrabile.
La figlia di una donna che decide di abbandonare la propria casa, la propria famiglia, la propria pelle, in seguito alla morte di un figlio.
Davanti alla morte di un figlio, ogni reazione è permessa. Ma nel momento in cui , forse per amore di un'altra donna, forse per disamore nei confronti di se stessa e del resto del mondo, decidi di uccidere, metaforicamente parlando, l'altra figlia?
Ci potremmo chiedere se anche l'abbandono è un abuso, se lo sarebbe stato nel momento in cui a sparire fosse stata una donna che davanti alla denuncia di una figlia reagisce facendo finta di nulla, se lo è quando a farlo è una donna egoista, amante di libri, di cinema, amante, aggiungo, della malattia, più di ogni altra cosa al mondo.
Essere donna ed essere madre.
Non è facile. Non è facile essere, in generale, in un mondo come quello moderno, figuriamoci essere ed appartenere a due fra le categorie più fragili, contemporaneamente. Donna e madre.
Donna e madre come la donna che per essere serena deve fingere un viaggio di lavoro, nel deserto, dedita alle cure del corpo e della mente.
Un deserto di solitudine che smette di essere rasserenante, non appena la mette con le spalle al muro, costretta dalle urla del silenzio a fare i conti con un marito che non ama più e dei figli che forse non voleva.
Pensare allora diviene una forma di auto-abuso e tornare alla quotidiana incapacità di scelta e cambiamento, diviene forse, l'unico modo di continuare, ignava, a non scegliere. Meglio avere un marito che non ti soddisfa, piuttosto che non avere nessuno.
Molto strano il rapporto di queste donne con la solitudine:
la vittima di abusi si colpevolizza e sceglie di non avere contatti con gli uomini,
la madre che in seguito ad una forte depressione finisce per vivere una solitudine folle, folle in mezzo alla folla, sceglie la strada e non la casa, la donna affermata che ha una famiglia sceglie di vivere la solitudine accanto al marito che silenziosamente si autosoddisfa nella stanza accanto.
La moglie del desaparecidos non vive la sua solitudine, perchè smette di vivere ed inizia ad aspettare.Lei aspetta. Aspetta ed aspetterà. Questa donna mi ha fatto tenerezza e rabbia al contempo, donna e madre che preferisce attendere per sempre piuttosto che aprire gli occhi, i propri e quelli dei figli.
La donna che sceglie il divorzio, per affermare un'indipenza forse, incapace di accettare un uomo dal carattere poco deciso o quello dal carattere troppo deciso, insomma, incapace di accettare.
Nove storie, diverse, per nove donne diverse, ognuna con un proprio mondo interiore e un modo di vivere, un diverso reddito, una diversa istruzione, insomma nove storie accumunate da patologie e dinamiche malate.
Alcune più condivisibili di altre, alcune più comprensibili di altre, considerata l'èta media e le esperienze di vita più o meno di tutte noi.
(Non per entrare nello specifico, ma nessuna di noi ha avuto due divorzi e due figlie, per il momento)
Un bel libro, consigliabile e consigliato, ben scritto, decine le citazioni bellissime, anche riguardanti Simone, tantissime le frasi che abbiamo scelto di sottolineare.
"...odiavo la linguistica e la fonetica e che mi piaceva solo leggere. Il piacere della lettura rischiai di perderlo per eccesso di analisi, in fin dei conti è questo che nelle università si fa con i libri: li si analizza."
Fra le tante frasi, vi lascio con questa, perchè al momento mi caratterizza più di ogni altra.
Leggete Dieci Donne, così come dovreste leggere 'Una donna spezzata'.
Il prossimo incontro sarà il 22 dicembre, abbiamo deciso di organizzare una piccola cena per festeggiare tutte insieme il Natale e il 2015.
Il libro scelto è "E le stelle non stanno a guardare" .
Spero di vedervi tutti!
Alla prossima recensione!
(a breve integrerò con le foto dei dolcetti del club del libro)
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