lunedì 30 giugno 2014

Zadie Smith - N-W

Qualche giorno fa ho ricevuto  in regalo N-W , non conoscevo Zadie Smith ed ho scoperto tramite internet, essere una delle scrittrici più amate della letteratura contemporanea.

 La storia è molto carina, un intreccio di vite ben elaborato, in alcuni punti la ripetizione di aspetti personali e lineamenti dei personaggi è molto pesante, può turbare la narrazione dei fatti.
Comunque sia, l'andamento è molto leggero, 350 pagine da poter leggere comodamente seduti in giardino durante l'arco di una giornata.
Ciò che in realtà ho trovato decisamente forzato, ma leggendo i pareri diffusi, probabilmente, si tratta solo di una questione personale, è l'insieme degli infiniti elenchi.
Non ho nulla contro gli elenchi, solitamente, anzi, trovo  sia una tecnica divertente, quella di comporre un insieme di brevi elementi per sottolineare i pensieri dei personaggi, da un punto di vista totalmente soggettivo, ma ho trovato estremamente forzata la lunga serie di parole affiancate, così, quasi a voler dare una profondità che fondamentalmente, non ho trovato nel libro.
La storia di vite umane, poteva essere resa in maniera molto più leggera, oppure molto più profonda, ma voler a tutti i costi dare un'impanatura di intellettualismo a qualcosa che ne è privo, e andrebbe benissimo così, mi ha lasciato un retrogusto amaro.
Alcune pagine sono veramente poco chiare, l'aria di indecifrabilità mi sta bene, se accompagnata da un andamento capace di sottintendere, senza svelare.
Ma da un'amante dei Grandi Russi, con le loro lunghe frasi, i periodi che proseguono pagine e pagine e pagine, le descrizioni dettagliate all'infinito... difficilmente ci si può aspettare un parere differente.
Sotto un certo punto di vista, ho trovato diversi parallelismi fra questo libro e il prossimo di cui parlerò, "Eureka Street". In entrambi, la città, ha vita propria, quasi fosse al pari dei personaggi o forse, al di sopra.
Molto belli invece, i riferimenti alle differenti etnie che popolano il quartiere dei protagonisti, le informazioni riguardanti gli usi nigeriani, introdotti sapientemente dall'autrice, per metà inglese e per metà giamaicana.
In ogni caso, critiche personali a parte, credo che consiglierei questo libro, per trascorrere qualche ora, magari in periodo d'esame, quando si ha la testa già occupata da altri pensieri e nozioni.
La parte che più mi ha colpita riguarda l'incomunicabilità di fondo che lega indissolubilmente i protagonisti, un uomo che desidera oltremodo un figlio ed una donna che vi rinuncia abortendo.
Ognuno dentro al proprio universo, l'unica cosa che non è segnata dall'appartenenza sociale, è proprio l'incomunicabilità.
Sono rimasta colpita dal linguaggio utilizzato per narrare argomenti delicatissimi, come la maternità, parlarne non è facile, far vivere un personaggio femminile un rapporto altalenante con la maternità, è ancora più difficile.
In alcuni tratti non sarei riuscita a definire il sesso dello scrittore: il sottofondo sensibile, la descrizione molto spigolosa.
L'interiorità, effettivamente, c'è, non è angosciata e drammatica come quella delle mie amate eroine di fine ottocento, ma in qualche modo ne richiama il disagio, il bipolarismo forzato, il dissidio interiore che comprime la condizione femminile.
Purtroppo, così come mi è capitato per Eureka Street (spoilerosissima) , ho avuto qualche difficoltà a relazionarmi con il  personaggio predominante: questo quartiere londinese, frutto di etnie differenti, convivenza di usi, tradizioni, aspirazioni, differenti.
La realtà sociale italiana, è differente, quella che vivo io , in special modo : la distinzione di classe c'è, ovviamente, ma forse riesce ad essere superata in una sorta di compensazione intellettiva.
Il poter facilmente, più o meno, all'istruzione, rende meno evidente il distacco sociale che invece regna all'interno delle descrizioni di quei personaggi, di quelle vie, di quella Londra.
Probabilmente, se fossi inglese, avrei colto quel qualcosa di inafferrabile per chi vive al di fuori della realtà raccontata.
Probabilmente, avrei dovuto assumere un atteggiamento in cui predominasse la capacità di intromettermi in una realtà differente dalla mia, ma il tipo di narrazione, così innovativa, così speciale, così giovane, mi ha creato qualche disagio.
Ho scoperto che l'autrice è stata amata dal pubblico per il suo primo libro, pubblicato alla tenera età di 23 anni, vorrei leggerlo, per cercare di superare il pregiudizio (io odio il pregiudizio ed odio me stessa quando ne incarno uno) che mi si è creato nei suoi confronti. In fin dei conti, se tutti trovano il suo lavoro prodigioso, chi sono io per negarlo? Cercherò di comprendere il prodigio... e se poi, proprio non dovessi coglierlo, beh, rimarrei nella mia sacrosanta minoranza, ancora una volta.

Prima pagina



Prossimo libro, prossimo post.


Mercoledì si parlerà di "Eureka Street" , della riunione del club del libro di domani, martedì 1 luglio e di tutte le opinioni che saranno espresse! 

sabato 14 giugno 2014

La prima sagra dell'estate.

Torta di noci e crostata alla marmellata.

Ieri sera ho finalmente inaugurato la stagione della sagra, in fin dei conti, non potevo esimermi dal farlo, dopo la lunga serie di parole spese al riguardo.
Ed è stato bellissimo.
La torta di noci era meravigliosa, buona, morbida, gustosa, ben lievitata,  non sembrava neppure lontanamente una torta "in serie".

Ravioli ai frutti di mare

Il sugo era sublime, il ripieno anche, ma la cosa che mi ha stupita è stata  la consistenza della pasta,veramente perfetta e ben tirata.


Insalata di mare

Uno di noi è a dieta :)
La sagra ti offre sempre l'opportunità di mantenere la linea.
Ma io ho scelto di non mantenerla, ormai è grande, deve vedersela da sola e quindi non ho idea di come fosse questa insalata di mare.

Muscoli.

C'è poco da commentare.

Muscoli.

1° classificato alla gara "Il muscolo più grande".

Ultimo classificato.
(purtroppo il vermentino ha fatto effetto . . . )

Ed eccoci qui,  questi siamo noi:
abbiamo più foto con i piatti che con i parenti,
ogni volta diciamo che è l'ultima,
quando arriva l'estate ci lamentiamo,
in inverno non rinunciamo mai al dolce.
Se trovate un gruppo di amici,
intenti a fotografare cibo,
forse non saremo noi,
ma dedicategli uno sguardo di conforto.
Sarà utile.

sabato 31 maggio 2014

Dichiarazione d'indipendenza ad un uomo leone.

Caro uomo leone,
qui è una donna cancro che scrive.
immagine presa dal web


Dimentica subito tutte le sciocchezze che si sentono in giro riguardo a noi cancerine :
dolcezza? gelosia? attaccamento? insicurezza?
Togliti dalla testa questi pregiudizi.
La verità è che noi donne cancro, siamo astute, a tal punto da aver messo in circolazione notizie su una fragilità di fondo che ci accompagna in ogni progetto che affrontiamo.
La gelosia non fa parte della mia natura,
l'attaccamento si, ma lo provo nei confronti di ben poche persone e tu, uomo leone, che ti senti il re del mondo, non rientri nella stretta cerchia del sentimento alla quale scelgo di dedicarmi.
Elimina il senso di superiorità, redimi la profonda necessità di essere esaltato e lusingato continuamente, perché se è questo che ti aspetti da me, puoi trascorrere giorni, mesi, anni, senza che io possa dedicarti le attenzioni di cui hai bisogno.
Mettendo le cose in chiaro in definitiva, io e te, dovremmo passare molto tempo insieme e preferirei illuminarti su alcuni aspetti fraintendibili del mio carattere e della mia persona:
1- Quando ti chiedo di "evitare", evita, lo sto dicendo per la tua incolumità.
2- Quando vorrei che "ne rimanessi fuori", rimanine fuori, lo dico per la tua incolumità.
3- Quando dico "me ne occupo io", non occupartene tu, lo dico per la tua incolumità.
4- Quando dobbiamo condividere la gloria o il disagio, condividiamo, lo dico per la tua incolumità.
5- Quando mi vedrai arrivare con la febbre a 40°, il naso colante, le gambe tremanti, ti chiederò esplicitamente di farti i fatti tuoi, fatteli, lo dico per la tua incolumità.
6- Rispetta la mia natura femminile così come io rispetto la tua condizione maschile, lo dico per la tua incolumità.
7- La prima volta che senti l'irrefrenabile voglia di fare una qualsiasi battuta sul mio ciclo mestruale, datti una martellata su una mano, farà male, ma lo dico per la tua incolumità.
8- Quando sbaglierò e vorrai sottolinearlo, sentiti libero di farlo, una volta, poi cambia argomento, lo dico per la tua incolumità.
9- Le mie relazioni personali, sono personali, ricordalo, lo dico per la tua incolumità.
10- Nel caso in cui ti dovessi scordare uno di questi punti, rileggili, lo dico per la tua incolumità.

Non parto prevenuta nei tuoi confronti, sia chiaro, ogni persona è un mondo.
Il fatto è che il tuo mondo, che tenti invano di far apparire il pianeta perfetto, ha già scontrato diverse volte il mio e vorrei non accadesse più.
Non mi disturba il distacco che interponi fra la mia persona o la tua,così come non mi disturbano gli approcci impacciati che tenti di rendere il meno imbarazzante possibile, non riuscendoci.
Ciò che mi disturba in realtà è la consapevolezza di non riuscire a creare il rapporto sereno che mi auspicavo di fondare, basato su stima, serenità e reciproco rispetto.
Nonostante le mancate affinità, ho avuto la premura di sottolineare cosa non riesco a ritenere adeguato.
Cerca di comprendermi.
Lo dico per la tua incolumità.



venerdì 30 maggio 2014

Il club del libro: perchè.


Il mio amore per i libri, oggetti magici, è nato per caso, in una libreria.
I miei genitori, trascorrevano ore in una piccola libreria sotto ai portici, a pochi metri da quello che sarebbe poi diventato il mio liceo.
Come ogni bambino che si rispetti, richiedevo il dinamismo, eppure all'interno di quelle piccole stanze, venivo rapita da un'atmosfera speciale.

Gli album di famiglia, testimoniano
la volontà di imitare gli
atteggiamenti"adulti", le foto mi ritraggono mentre leggo
Repubblica al contrario e
mentre gioco con vocabolari come fossero"lego".
Nella luce "gialla" delle vecchie lampadine, provavo un senso di appartenenza, onostante non sapessi ancora a cosa mi legasse, questo stesso senso.
Con il tempo, iniziò a divenire il mio rituale preferito, quello del sabato in libreria, fra gli scaffali e il signore anziano che mi permetteva di toccare tutti i libri esposti, senza rimproverarmi.
 

Ho imparato a leggere velocemente,non mi costava fatica, anzi, mi faceva sentire"grande". Iniziando la scuola poi, ero spronata dai complimenti delle insegnanti.
Verso la fine delle elementari, leggere, era diventato motivo di orgoglio, ma anche un appuntamento fisso, nel primo pomeriggio.
Crescendo ed avvicinandomi alla tremenda fase dell'adolescenza, mi emozionava l'idea di ritrovare in parole di altri, ciò che stavo vivendo. Spesso i libri sono stati i miei migliori amici, altre volte sono stati manuali che mi hanno insegnato ciò che le mie percezioni non potevano cogliere da sole.
 

Ho amato tantissimi uomini, scritti semplicemente nero su bianco, mi sono immaginata paesi dai nomi più improbabili, altre volte invece, ho avuto la possibilità di conoscere isole, prima di visitarle e rimanere decisamente delusa dalla realtà.

Il mio problema, nella letteratura, come nella vita, è proprio quello di scegliere di vedere le cose come vorrei che fossero,
la lettura mi ha spronata a farlo,
la realtà delle cose mi ha redarguita più volte.
Però con il tempo ho trovato una sorta di soluzione:
cercare di far assomigliare il più possibile, le cose, a come vorrei che fossero, a come sono nella mia mente, nell'immaginazione curata da parole, virgole e autori. 

La scelta del liceo è stata determinata da tutti quei libri che avrei voluto leggere e avevo paura di non riuscire a capire. In parte anche dal fascino che l'antichità ha sempre avuto su di me, ovviamente. Ma in fin dei conti sentivo il bisogno di scoprire la storia dei miei migliori amici, quelli che mi hanno accolta dopo litigate, rotture, feste, momenti condivisi, momenti che avrei voluto condividere e non sono riuscita a farlo.


La scelta universitaria, è figlia della passione che provo per la parola, per la parola che è stata origine e sarà futuro.
 


Ogni tanto mi capita di usare i libri per mettere a fuoco chi ho davanti, so che è sbagliato, ma spesso questo metro è stato capace di risparmiarmi sofferenze, altre, di regalarmi gioie.
Ma come in ogni rapporto, anche questo mio rapporto con i libri, presenta dei limiti: spesso mi capita di vivere periodi di chiusura. Scopro un argomento che mi appassiona e divengo immediatamente monogama, per poi vivere sensi di colpa nei confronti di tutto ciò che non ho mai letto.
Ho voglia che qualcuno mi sappia consigliare un libro, possa farmi notare ciò che da sola non riesco a notare, sottolinei differenze impercettibili, ho voglia che qualcuno mi esponga idee ed opinioni differenti dalle mie e camminare fra i diversi punti di vista.
Uno dei miei sogni nel cassetto, sarebbe proprio avere una mia libreria, anche se poi vivrei un distacco profondo per ogni vendita.
Vorrei un luogo stracolmo di pagine, di idee, di pensiero, un insieme di libri introvabili e trovati, dove magari, posso mettere a disposizione un panchetto per una bambina che vuole toccare le copertine dei libri, per poi decidere se vale la pena leggerli oppure no.
I libri, amici, compagni, parte di me, di noi, non hanno solo la capacità di donarci emozioni o nozioni o mondi inesplorabili, ci rendono capaci di aprire la mente, sfogliando le pagine.
E spero che questo sia un pensiero condiviso all'interno di un piccolo gruppo di persone, pronto ad allargarsi, per camminare insieme attraverso la diversità:
mi piacerebbe trovarmi al tavolo con venti persone, tutte con un'opinione e riuscire per un momento solo a capire, qualcosa che da sola non sono mai riuscita ad intravedere.
Insomma, figuriamoci se io, da un club del libro, mi aspetto una lettura approssimativa!

giovedì 29 maggio 2014

Il club dei lettori 2

L'esperienza del club del libro si è rivelata decisamente piacevole:una bottiglia di vino, libri, parole e sorrisi.Il senso di appartenenza che mi lega profondamente a chi ama i libri, riesce a creare una sintonia inaspettata persino con persone mai viste o da poco conosciute.

Questo mese abbiamo optato per "Eureka street", un libro consigliato da una ragazza del "club".
Non era presente martedì sera, almeno fisicamente, sta vivendo un infortunio momentaneo, uno di quelli che colpisce ormai una donna su tre, tante donne che conosco, pezzettini di cuore che lottano come solo le donne sanno fare. Ovviamente si tratta di una situazione momentanea, perché noi l'aspettiamo, con le sue espressioni visive, i gesti ed i sorrisi.



Il cibo non era all'altezza delle aspettative, ho trovato qualche difficoltà a gestire il 'senza glutine'-'vegano', però tutto sommato, le partecipanti sono ancora vive senza intossicazioni alimentari e mi sento quindi di consigliare le ricette adoperate.

1- grano con zucchine trifolate e pachini
2- torta di patate e zucchini
3- riso basmati con asparagi e gamberetti
4- riso integrale con olive, mais, carciofini, peperoni, carotine e germogli di soia.


Ovviamente non vedo l'ora di 'ricevere' il libro ed iniziare a leggerlo.
Il prossimo incontro del club del libro sarà il 24 giugno,  sarà caldo e sarà bellissimo vivere una serata estiva, con il suo profumo, il vino, i libri e un'ottima compagnia.


giovedì 22 maggio 2014

Movimento a tutela della FARINATA.

Farinata.
Non cecina.
Farinata.
Farinata.
Farinata.

Marmellata di fragole.

Le mie fragoline bio.


1,50 kg di zucchero

 ricoprite le fragole, lavate e private del picciolo, con lo zucchero, coprite con un panno umido e lasciate macerare per almeno 12 ore, poi versate il composto in una pentola e mescolando, lasciate cuocere e portate a bollore.
Continuate a mescolare fino al termine della cottura.
Con le mie fragoline biologiche è venuta un'ottima confettura.