domenica 16 dicembre 2018

Come diventare egoisti. Vol 1

Vivi ogni giorno applicando i tuoi principi alla quotidianità.

Poi, inizia una relazione a distanza e diventa una super mega egoista che gioisce davanti alla possibilità che qualcuno stravolga la sua vita per tornare.

E allora tu ti metti lì a scegliere con cura le parole e le parole sono sempre difficili da trovare, soprattutto in momenti in cui anche tu non sai cosa vuoi.

Vuoi che torni, questo si, ma quanto è corretto dirlo?
Si può chiedere a qualcuno di tornare?
Si può chiedere alla persona che ami di rinunciare a qualcosa di sé, per te?

Me lo sto chiedendo da circa setti mesi e da circa sette mesi mi rendo conto di essere naturalmente egoista.

Io vorrei proprio prenderlo per la collottola e dirgli guardandolo negli occhi che deve tornare, prima di subito, perché ho voglia di averlo vicino, perché sarebbe tutto più facile, perché mi piace condividere le cose con lui (benché lo ritenessi improbabile, non perché lui sia lui, ma perché ormai la mia dimensione era prettamente individualistica) e perché ho voglia di potergli passare un dito su quelle fossette ai lati del sorriso ogni volta che mi vada.

Ma non lo faccio.

Perché non sarebbe giusto.
Per lui.
E per me.


Allora quando mi parla dell'eventualità di tornare io rimango vaga. Sorrido. Due battute. Scherzo.

E mi autoimpongo di rispettare le scelte di vita precedenti a me, perché questo si fa, questo è giusto: accettare, anche la distanza.

Ed io questa distanza l'accetto e la rispetto anche se la odio, anche se non ne posso più, anche se scherzare sulla distanza è divertente, ma mi ha stufata ed io sento questa enorme e profonda voglia di averlo vicino. Qui. Lì.

Se non volesse affrettare i tempi e non venire a vivere qui, lo capirei, lo accetterei, sarebbe bello provare le gioie di qualsiasi relazione con tempi e spazi propri.
Lo capirei anche se volesse venire subito qui e non andarsene più.

E lo capirei anche se non scegliesse di tornare.
Purtroppo.

Perché non posso dirgli chiaramente quanto lo vorrei qui perché improvvisamente sarebbe colto dalla paura che io non regga questa distanza quando invece l'accetto, la rispetto e la odio con tutta me stessa.

E allora anche oggi, mangiamoci un po' di fegato. Perché se ami qualcuno lo accetti. Ed accetti anche le sue scelte. Ed accetti anche i progetti di vita che non ti contemplano. Ed accetti le paure. Ed accetti le titubanze. Ed accetti che si macchi di continuo ed abbia una preferenza per le bottiglie di vino rosso costosissimo e di cotone ceruleo sbiadito.

Però, nonostante tutto, io vorrei che fosse qui. Anche se sarebbe sbagliato chiederglielo e forse è sbagliato pensarlo. Eppure sono naturalmente così, egoista.

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