E scriverò per te,
per il tuo ricordo straziante
pochi versi dolenti
che tu non leggerai più.
Ma a me staranno atroci
inchiodati nel cuore
per sempre.
Cesare Pavese
Affinità elettive o come le vuoi chiamare.
C'è un film, 'questione di tempo', mi commuove.
L'amore, il destino, il tempo, la frangetta, non saprei.
giovedì 15 gennaio 2015
La piccolo botte dei desideri
Non so se avete letto l'iniziativa di quella donna che, per affrontare i giorni bui, decide di ricordare quelli luminosi. (Non troverò mai più il link, lo so).
Beh, che novità, quale donna, in fondo, non ricorda i giorni degni di essere vissuti, quale persona, non si è mai aggrappata con tutta se stessa al ricordo felice, per sopportare tutti quei momenti, che proprio, sembrano i più difficili da affrontare.
L'iniziativa carina però, della donna 'illuminata', è quella di scrivere ogni giorno, in una sola frase, qualcosa di bello, di felice, qualcosa che possa farle ricordare quel suo giorno, come un giorno ben speso, poi, gettare il biglietto in una botte per ripescarlo quando l'anima è in sussulto.
Ho deciso di trarne ispirazione.
Anche perché io, nelle botti, ci conservo i tappi delle bottiglie di vino, ma ogni volta che fisso quei tappi, mi rincorre il terrore della cirrosi epatica, nulla a che vedere con gioia , speranza e vita, insomma.
Il mio primo tentativo del ricordo di un momento felice del 15 gennaio 2015:
sono felice di dover studiare quello che devo studiare.
Poco importa se vivrò un mese infernale di ansia e panico, per poi dover affrontare l'esame che mi ridurrà in pezzettini, un'altra volta.
Sono davvero felice di studiare le trasformazioni linguistiche.
Penelope è propositiva.
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mercoledì 14 gennaio 2015
A come Arezzo
Per Natale ho ricevuto quasi tutti i libri inseriti nella lista dei desideri, mi fissano, li vorrei leggere, ma sto cercando di impegnarmi seriamente, e questo significa anche, rimandare le letture personali.
Ho testato quattro o cinque ricettine formidabili, che vorrei postare a breve.
Ho cantato a tutta voce 'Penelope' di Nina Zilli, ma nessuno mi ha ascoltata e ora sono decisa a non urlare in faccia a nessuno le mie piccole verità, perché anche se ti impegni nel farti capire, spesso, a quello che hai davanti, non interessa capirti.
Ho salutato con furore una vespina bianca, che mi sfrecciava affianco sulla strada di casa, convinta che fosse Nanni Moretti.
Non era Nanni Moretti, o forse si, non lo so, probabilmente non lo sapremo mai.
Appena riuscirò a leggere per piacere e non per circostanze, posterò qualcosa di serio, qualcosa di senso compiuto almeno.
Per il momento, torno a salutare animosamente, ogni vespina bianca, convinta che sopra ci sia Nanni Moretti.
Ps : Sono stata ad Arezzo, da quando ho smesso di aspettare Ulisse ho scoperto quanto sia bello uscire di casa ogni tanto e lasciare le finestre chiuse, per un po'. Se vi capita, andate, è una bella città.
mercoledì 31 dicembre 2014
Penelope a capodanno... Penelope tutto l'anno!
A che cosa serve avere un blog, se non a riempirlo di piccole, personali, storie, che non interessano a nessuno?
Ed eccomi qui, allora, a celebrare l'anno più bello della mia vita.
Perché questo, sotto tutti gli aspetti, è stato l'anno più bello della mia vita di giovane adulta.
Un anno completamente privo di certezze, di punti fermi, di oasi e porti sicuri:
il 2014 è stato l'anno del 'tutto per tutto', del mettersi in gioco, del 'o la va o la spacca', finemente rinominato
anno del CARPE DIEM .
Non ho trascorso un solo giorno del 2014 a piangermi addosso,
neppure uno a poltrire senza compiere nulla di costruttivo,
non c'è stato giorno in cui io non abbia imparato qualcosa di nuovo,
scolasticamente parlando, relazionalmente, umanamente e forse anche lavorativamente.
Non c'è stato un solo insulto che io non mi sia sentita gridare,
li ho ricevuti tutti, li ho analizzati
e forse per la prima volta, ho alzato le spalle e provato a vendere cara la pelle.
Non ci sono riuscita,
ma ci ho provato,
ed è già un successo.
In un paio di occasioni mi è mancato il cuore,
in altre, mi è tremato,
ho temuto di non tornare a casa,
ma grazie a un macchinista gentile,
sono sopravvissuta al treno
e anche piuttosto bene, direi.
Mi sono sentita incompresa, spesso,
ho sentito il peso degli sguardi stringersi attorno alla mia gola,
ma anni di attacchi di panico,
mi hanno insegnato a gestire la mancanza d'aria
e così, sono ancora qui.
Ho gioito insieme alla mia migliore amica,
a 900 km di distanza,
per tutto ciò per cui era possibile gioire.
Ed abbiamo ironizzato su tutto ciò che era ironizzabile,
morte compresa,
per paura della paura
o semplicemente per non lasciarci andare.
Credo di aver esagerato cinque o sei volte di troppo,
ma il mio angelo custode
e l'amore dei miei amici,
sono riusciti a salvarmi appena prima di cadere nel baratro del senso di colpa.
Ho detto addio alle sigarette e alla carne,
ai sorrisi di circostanza, ai limiti autoimposti
e obiettivo 2015 sarà lavorare su quelli semplicemente imposti.
Ho cambiato ordine ai miei libri almeno quattro volte
e ogni occasione è stata catartica.
Mi sono innamorata di tutto e di tutti,
almeno tre volte
ed ho urlato amore in profonde valli di odio.
Ho riconfermato e trovato amicizie splendide,
alcune coltivate quotidianamente.
Ho quasi perso un'amica
a causa del mio brutto carattere
e dell'incapacità di dimostrare il bene in maniera'convenzionale'.
Ho avuto fede,
o meglio,
la fede mi ha trovata.
Ed è stato bellissimo.
Anche se ora mi toccano
battute su battute.
Ho scoperto cosa voglio fare nella vita.
Seriamente, intendo.
E mi dispiace deludere qualcuno,
ma non è vero che i titoli cambiano le persone,
i titoli, per me e per quelli come me,
sono solo titoli,
seguiti da due punti,
quello che conta è la sostanza del testo.
Ho profondamente,
disperatamente,
amato un uomo.
Non so come andrà a finire,
perché non si sa mai,
ma fra le sue braccia mi sono sentita a casa
e quella sensazione
la porterò in me, per sempre.
Ho cambiato idea un numero considerevole di volte,
alcune in meglio, altre in peggio.
Ma ora so che la mia convinzione
'cane che abbaia non morde'
è sbagliata,
perché se il 90% delle volte ho ragione,
il 10% sono batoste dolorosissime.
Nel 2014 ho preso 7 kg,
ho mangiato cose decisamente buone,
in ogni parte di Italia,
ma porterò nel cuore la Puccia,
grande passione salentina.
Sono stata in grado di fare cose che non pensavo sarei riuscita a fare,
ho ottenuto splendidi risultati,
davanti a una sconfitta eclatante,
mi sono rimboccata le maniche, senza lamentarmi troppo.
Ho commesso diversi sbagli,
per alcuni sto ancora pagando,
per altri avrei voluto, ma non ho avuto modo.
Ho capito poco sul mondo,
ma molto su di me
e posso dire con serenità che,
a piccole dosi,
amo tutto,
senza limiti,
solo la Sachertorte.
Per quanto riguarda i buoni propositi...
dovrei dimagrire, studiare, diventare più paziente e più gentile.
Dire meno parolacce.
Essere meno intransigente.
Non strapparmi le pellicine.
Interrompere la dipendenza da schiuma del capuccino.
Mettere quella crema per contorno occhi che mi ha regalato mia nonna, mattino e sera.
Muovermi di più e leggere di meno,
perché se è vero che l'editoria italiana è in crisi,
è anche vero che non posso supportarla solo io.
Buon anno nuovo,
che sia bello per voi, come per me,
almeno la metà di come lo è stato il 2014.
Auguri.
Ps ...arriva per tutti il momento di smetterla,
smetterla di rincorrersi per il mondo come il gatto con il topo.
venerdì 19 dicembre 2014
Deliquio C. Pavese
Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell'amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti,
nel deliquio dei tuoi occhi profondi,
perduti nel mio amore,
quest'acredine arida
che mi tormenta.
Ardere confuso in te disperatamente
quest'insaziabilità della mia anima
già stanca di tutte le cose
prima ancor di conoscerle
ed ora tanto esasperata
dal mutismo del mondo
implacabile a tutti i miei sogni
e dalla sua atrocità tranquilla
che mi grava terribile
e noncurante
e nemmeno più mi concede
la pacatezza del tedio
ma mi strazia tormentosamente
e mi pungola atroce
senza lasciarmi urlare
sconvolgendomi il sangue
soffocandomi atroce
in un silenzio che è uno spasimo
in un silenzio fremente.
Nell'ebbrezza disperata
dell'amore di tutto il tuo corpo
e della tua anima perduta
vorrei sconvolgermi e bruciarmi l'anima
spardere quest'orrore
che mi strappa gli urli
e me li soffoca in gola
bruciarlo annichilirlo in un attimo
e stringermi stringermi a te
senza ritegno più,
ciecamente, febbrile,
schiantandoti, d'amore.
Poi morire, morire con te
Il giorno tetro
in cui dovrò solitario
morire (e verrà , senza scampo)
quel giorno piangerò
pensando che potevo
morire così nell'ebbrezza
di una passione ardente.
Ma per pietà d'amore
non l'ho voluto mai.
Per pietà del tuo povero amore
ho scelto, anima mia,
la via del più lungo dolore.
Vorrei poter soffocare - Cesare Pavese
giovedì 18 dicembre 2014
Ama e 'fai quel che vuoi'.
Ama e fai quel che vuoi,
Se taci, taci per amore.
Se parli, parla per amore.
Se correggi, correggi per amore.
Se perdoni, perdona per amore.
Metti in fondo al cuore
la radice dell'amore
da questa radice
non può che maturare il bene.
(Sant'Agostino)
martedì 16 dicembre 2014
OceanoMare
Ci sono cose che ti segnano.
Ad esempio Mr Bartleboom e la sua scatola di mogano.
Sarebbe confortante avere nel mondo qualcuno che, semplicemente, ci stia 'aspettando'.
Forse alla fine di questo gomitolo di inchiostro blu.
Se siamo la somma delle nostre esperienze,
siamo il riassunto degli istanti che abbiamo vissuto,
e forse mai scritto.
Purtroppo, però, io e la matematica non siamo mai andate d'accordo,
perché se è vero che 2+2= 4 , è altrettanto vero che 4= 3+1 / 1+1+1+1 / 1+1+2
ed io, mi sono sempre persa dietro all'universo che ogni percorso contiene,
per poi confondere il risultato.
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