sabato 10 giugno 2017

Solo luce.

Eccomi qui: un caffè amaro e un sorriso finto.
Che nessuno sappia e che nessuno capisca.
Forse sono donna anche per questo.
Seduta qui in un salotto raffinato a conversare amabilmente come una ragazza rispettabile e di buone maniere.
Gambe accavallate elegantemente, come si conviene.
Sorrido ancora, perché è ciò che si aspettano da me , è ciò che tutti sono convinti che io sia.
Difficile frenare l'ironia che mi affiora alle labbra mentre mi accorgo della falsità che mi maschera il volto.
Ma non credere che la mia sia ipocrisia, non credere che io mi sforzi di fingere che va tutto bene per quelli che mi circondano.
Non mi interessa quello che potrebbero pensare si me, non mi interessa più essere all'altezza delle loro aspettative, anzi, mi divertirei a comportarmi in modo assolutamente sconveniente solo per dimostrare loro che le gabbie non fanno pe me, che gioco da sola, che delle regole che si impongono per ipocrisia e quieto vivere non mi riguardano.
E allora vuoi sapere perché me ne siedo in questo salotto e cerco di essere esattamente quello che gli altri vorrebbero che fossi?
Perché non voglio che mi chiedano perché sto male.
Non voglio che conoscano il nostro segreto.
Segreti, menzogne, dolori celati e gioie ben recitate,
E lo faccio solo per me stessa, per pudore e dignità.
Solo per te, che non hai il coraggio di guardarmi negli occhi.
Lascio alle spalle le convenienze e le belle conversazioni e corro verso la luce gialla.
E posso essere vera.
Solo luce .

venerdì 9 giugno 2017

Fierezza e partecipazione.

Questi fiori che seccano senza vaso e senza acqua, lontani dalle zampe divertite e nasi sospettosi.
Vorrei lasciarli seccare e conservarli come ricordo di un momento delicato.
Voglio bene a quasi tutti quelli che frequento ogni giorno, ad alcuni, tantissimo.
In questi giorni dico a tutti quello che provo, quasi con la paura di non poterlo più fare.
Vorrei che chi ho accanto si sentisse importante, ho bisogno di esaltare gli altri.
Voglio che ci siano persone che siano fiere di loro stesse.
Vorrei contribuire alla loro fierezza.
Sto molto male.
Voglio regalare amore finchè riesco a provarne.

mercoledì 7 giugno 2017

Solitudine condivisa.

La mamma di un bambino qualche settimana fa mi ha detto che assomiglio alla protagonista di" Harry ti presento Sally".
Ho sorriso ed ho continuato a stampare i miei fogli e le ricevute.
Non sa quella donna alta, magra, austera, dalla carica imponente, quanto mi abbia resa felice con un commento leggero e privo di motivazioni di fondo.
No, non assomiglio alla fidanzatina d'America, (ormai strarifatta), neppure un po'. Mi sarebbe piaciuto, ma ho già una 'collega' che è uguale a quella biondina tutta occhi e sorriso perfetto. Io non assomiglio a nessuno di bello, assomiglio solo a me stessa.  Però ho un naso bellissimo.
Una volta durante un matrimonio di due sconosciuti, quando avevo i capelli corti, il fotografo mi ha detto che assomiglio in modo impressionante ad Isabella Rossellini, ma credo lo abbia fatto solo perchè ero sola, a fumare, bordo piscina, mentre il mio fidanzato dell'epoca era a cantare ubriaco al karaoke.
Quanta solitudine condivisa con sconosciuti ai quali ho fatto pena nel corso del tempo, come quando durante i grandi discorsi qualcuno cercava di attaccare bottone con una piccola Penelope abbandonata e sola, impaurita dalla differenza d'età ed interessi.

lunedì 5 giugno 2017

Non le mani, ma i polsi.

Mi infastidisce la tua noncuranza, ecco, cosa avrei voluto dirti.
Ascoltami e se non vuoi ascoltare le mie parole, ascolta le mie mani, mentre si muovono, focus e bios del mio personaggio.
Indossa i tuoi coturni e disegnami un esagerato neo sul volto, prima che indossi la mia parrucca enorme e destabilizzante.
Ho bisogno di avere una sigaretta in mano, per non perdermi e ridere delle continue cazzate che compio.
Il tuo maglione blu, nel quale mi sono avvolta con discrezione, mentre il collo mi prudeva.
Il cambiamento è la chiave di tutto e chiunque ne abbia paura è un codardo: avevo paura di perdere il controllo, me e la mia giovinezza.
Vorrei i capelli rossi.
Com'era quella storia delle ferite? Dobbiamo cercare la vera causa dell'infezione e poi lasciarla guarire in profondità senza rovinarne la superficie.
Non sono le mani, sono i polsi, che si muovono veloci e la voce nelle spalle e poi nel collo.
Il baricentro è spostato verso il fianco destro, leggermente però.
Non ci sarai, io so che tu non ci sarai eppure ti cercherò nel pubblico, senza approvazione, ma cercando in quello che provo per te, la forza per comunicare ad altri emozioni che sono solo mie.
Gli inizi sono sempre meravigliosi, poi il resto è una chiavica se è una chiavica.
Forse io la sono stata, sai? Non avrei voluto però.
Il futuro romantico che sogno dentro di me? qualcuno con cui avrò sempre voglia di parlare e che avrò sempre voglia di ascoltare.

D

Lo spettacolo è andato bene.
Non ero tesa, la calma che mi assale è strana. Non ci sono abituata.
Sbaglio a scrivere il titolo...

Tu non c'eri, ma devo rendermi conto del fatto che non ci sarai, va bene.

Una telefonata lunga una vita, parlando delle tue ragioni e della mi assenza.

Sempre le solite cose, sempre.

Ho bisogno di altro, pretendo nuovi argomenti.

Ne avremmo? Di nuovi argomenti, intendo.
Penso di no, ma è un peccato.

Non devo aggrapparmi alle cose che scorrono.
Tutto è in movimento, tutto è in divenire, nulla è eterno.

Neppure quello che provo.

Basta, direi che ci siamo.

Il cambiamento non è negativo, opporsi, si.

Ci mancheremo?

Mi mancherai.

Un po'.

Poi smetterai.

Come tutte le cose della mia vita.

Quando scelgo, è per sempre.

Ma non voglio parlare di cose che non conosco, ancora a lungo.

Va bene così.

Ti mancherò?

Poi, finirà.

La calma mi preoccupa, per me, è presagio di chiusura.

Chiuso, chiudiamo.


venerdì 2 giugno 2017

Tassi, procioni e dure realtà.


L'absente- Tiersen

In questo preciso momento avrei voglia di alzare il telefono e chiamare il mio migliore amico chiedendogli compagnia nell'andare a portare la plastica sul ciglio della strada.
Non posso chiamarlo però e non è un fatto di orgoglio, è sabato sera, sarà impegnato sicuramente e non avrà voglia di sentire riferimenti fra la sua situazione personale e il film 'lezioni di piano'.
Nel quale lei comunque perde le dita, il pianoforte e la voglia di pronunciare qualsiasi parola.
La pargola era antipatica come poche cose, ben le sta.

Ci ho messo una vita a diventare così superficiale, non voglio smettere adesso.

La pesantezza mi accompagna da sempre, è insita nel mio essere, che io la voglia o meno.


La Chute- Tiersen

Se mi fossi fatta i fatti miei e fossi riuscita a non dirgli ciò che sapevo e sapevano, ora egoisticamente parlando avrei ancora il mio migliore amico come accompagnatore perenne.
Mi prenderebbe in giro per la storia di Tiersen e mi chiederebbe se adesso mi sento pianista, io riderei e lui mi continuerebbe a prendere in giro.
Gli direi che ho scoperto cosa sia il minimalismo e che mi piace anche un sacco.
Lui direbbe qualcosa sul fatto che io sono tutto, tranne che minimalista ed ho sempre adorato gli eccessi.
Siamo contraddizioni, io e lui, ci vogliamo bene.

Volevamo?
Vogliamo.

Nonostante tutto, gli vorrò sempre tutto il bene che non è bastato a pensare che fosse più importante proteggerlo che averlo accanto.

Comunque questa La Chute assomiglia al 2.34 a The heart asks pleasure first di Nyman?
E mentre dico cose come queste mi manca una frase cattiva nei miei confronti, mi manca infinitamente ed eternamente.

Come i nostri abbracci lunghi, con le tue zampe da dinosauro e la faccia da procione.
Che poi, perché nel mio bosco dovrebbero esserci dei tassi?

Mi manchi.
Sei stato il mio appoggio, il mio quotidiano, il mio compagno di cazzate e serietà, se non ci fossi stato tu non so come avrei fatto.

Le amiche si devono saper mettere da parte anche quando è difficile, giusto?
Quindi stasera non chiamerò, niente scemate, abbandoniamo quel rituale da ragazzini che ci apparteneva, niente battute e niente di niente.

Io l'ho capito, sai, quando sei stato tu a proteggermi, anche da me stessa: la storia della palestra, degli uomini sbagliati e del senso del dovere che provi nei miei confronti.

Mi hai sempre trattata come se fossi piccola.
Forse è per questo che non sei riuscito ad accettare che fossi io per una volta, a proteggere te.

Quando vorrai, ci sarò.
Per sempre.
Per te. Per sempre.

Perché qualsiasi cosa possa accadere lo sai, che quando avrai bisogno, sarò qui, senza se e senza ma, per riprendere esattamente da dove ci siamo lasciati.

Mi manchi e non puoi non mancarmi, ti voglio e ti vorrò sempre bene.
Ciò non toglie che tu sia una grandissima testa di tasso che non discerne realtà e finzione.

Rimani aggrappato alle tue necessità fino a quando ne avrai bisogno, non ti giudicherò mai, l'ho fatto anche io e tu c'eri, senza avermi mai dato della debole.

Sei l'uomo migliore che conosca, ma sei una testa di procione.

Finali.

Mi tremano le vene dei polsi come tutte le volte in cui mi dimentico di mangiare o bevo troppo caffè. Tazze e bicchieri di caffè nero e senza zucchero, preferibilmente freddo.
Nulla che vedere con il caffè americano, nulla che vedere con i sessanta aromi differenti che ti diverti ad elencare quando si parla di terzi luoghi e stili di vita preformati ed acquisibili.
Io lo bevo il caffè americano, solo se non posso bere l'espresso, ma non riesco a considerarlo vero caffè: difficilmente mi adatto e proprio per questo ora sono qui con i polsi che pulsano.
Ieri sera mi ha lasciato stupore, ansia, gioia ed insoddisfazione personale, oltre che un senso di nostalgia riguardo a ciò che è, pensando a ciò che sarà.
I ragazzi sono stati meravigliosi, caotici, ma meravigliosi, dolcissimi e meravigliosi, avrei voluto abbracciarli tutti, uno per uno:
partendo da quello con i capelli a spazzola e gli occhietti furbi, passando a quello che mi parla di giochi e cuori pulsanti da strappare, poi il mio bimbino pallido e dolcissimo al quale non potevo non fare una coccola, fosse solo per lasciargli una impressione della cotta che si è preso per me, attendendo che cresca per riderne. Poi c'era il vispetto dalle mille domande continue e il prodigio che si rende conto di essere bravissimo e percula gli altri, chi ha sviluppato il pensiero astratto e mi chiede se mi spaventano i grattacieli, perchè a lui fanno paura. C'èra chi non ci sarà e mi mancherà, c'era chi è viziato e chi aspetta che i genitori voltino gli occhi per mostrarsi naturalmente immaturi e caotici, c'era il piccolo cucciolo che mi ha detto che mi vuole bene anche se gli sto antipatica perchè una volta gli ho fatto 'l'uovo' in testa, me lo ha rifatto e gli ho detto che anche io gli voglio bene ed è simpatico, anche quando tenta di non esserlo.
C'erano i grandi che si punzecchiano di continuo e fra mille battute rimangono meravigliosi, le mie ragazze stupende, che mi mancheranno tantissimo, ma che saranno sempre presenti per me, anche quando avranno quarant'anni, perchè sono indelebilelmente sulla mia pelle, con tutto quello che questo significa.
Li ho amati tutti e so che sono e rimarranno nel mio cuore senza saperlo. Non sono mai stati numeri, sono stati nomi e poi volti e poi parole e anime ed hanno segnato l'anno più intenso e bello della mia vita.
Posso dirlo?Forse risulto poco credibile, con le mie crisi, le paure, la frustrazione e le mie recenti uscite isteriche.
Qualcuno ieri sera mi ha detto che quando parto, non mi fermo e se prendo il via, vado oltre. Succede. Doveva bloccarmi e mi ha spaventata, ci è riuscito. 'Quando ti ci metti sei peggio di una pala meccanica' qualcuno mi aveva scritto in una delle poche lettere che conservo a memoria ed ogni tanto rileggo per rendermi conto di quanto sia stato in grado di capirmi, prima ancora che io mi conoscessi così bene. Chi ieri sera ha notato questo lato antipatico e pessimo della mia persona, deve essere sensibile.
Quando mi sento libera di essere una pala meccanica, significa che ho davanti qualcuno a cui voglio bene davvero, in questo caso, me ne sono davvero resa conto. C'è questa persona che mi ha cambiato la vita e neppure se ne accorge. Qualche volta ha creduto di avermi fatto del male, ma non sa con quale tempismo mi abbia inconsapevolmente salvata ed io ho tentato di spiegarglielo, ma non potrà mai davvero capire.
Come glielo spieghi a qualcuno che la fiducia e il rispetto e il sostegno e l'opportunità che mi ha dato, sempre stando un passo indietro, con discrezione e gesti misurati e calibrati, sono stati punti dai quali ripartire? Non glielo spieghi, perchè sarebbe troppo intimo, fuori luogo ed estremo.
Questo è stato l'anno più difficile e bello della mia vita e se potessi, lo vorrei iniziare di nuovo, con le paure, l'ansia, le stesse emozioni e la luce che sentivo dentro.
Non posso tornare indietro, il prossimo anno sarà tutto diverso e nuovo ed insieme all'emozione di una riconferma e della conferma dell'impegno che ho messo e l'amore che ho dato, provo una nostalgia fortissima.
Non so cosa accadrà, ma nulla sarà meglio di questo primo anno incasinatissimo che sta finendo, così come le mie energie, ma mi mancherà e rimarrà nel mio cuore, per sempre.
Ho amato tutto quello che ho vissuto ed ho amato tutti quelli che ho avuto accanto.
Sono stata fortunata, tutto questo penso di non averlo meritato e qualche volta, mentre tento di parlarne, qualcuno banalizza ed io so che è solo perchè non è in grado di capire. Missioni personali, ecco dove sbaglio, o forse, dove finalmente non erro.
Vorrei ringraziare tutti ed abbracciarli e dire ad ognuno quanto bene mi abbia fatto, sarebbe patetico, forse infantile, ma mi hanno fatta sentire amata tante volte e allora vorrei ripagarli solo un po', solo ogni tanto. Poi evito, ma mentre vi guardavo tutti, con le luci puntate, ho pensato ed augurato il meglio, a tutti, per tutti.