Mi tremano le vene dei polsi come tutte le volte in cui mi dimentico di mangiare o bevo troppo caffè. Tazze e bicchieri di caffè nero e senza zucchero, preferibilmente freddo.
Nulla che vedere con il caffè americano, nulla che vedere con i sessanta aromi differenti che ti diverti ad elencare quando si parla di terzi luoghi e stili di vita preformati ed acquisibili.
Io lo bevo il caffè americano, solo se non posso bere l'espresso, ma non riesco a considerarlo vero caffè: difficilmente mi adatto e proprio per questo ora sono qui con i polsi che pulsano.
Ieri sera mi ha lasciato stupore, ansia, gioia ed insoddisfazione personale, oltre che un senso di nostalgia riguardo a ciò che è, pensando a ciò che sarà.
I ragazzi sono stati meravigliosi, caotici, ma meravigliosi, dolcissimi e meravigliosi, avrei voluto abbracciarli tutti, uno per uno:
partendo da quello con i capelli a spazzola e gli occhietti furbi, passando a quello che mi parla di giochi e cuori pulsanti da strappare, poi il mio bimbino pallido e dolcissimo al quale non potevo non fare una coccola, fosse solo per lasciargli una impressione della cotta che si è preso per me, attendendo che cresca per riderne. Poi c'era il vispetto dalle mille domande continue e il prodigio che si rende conto di essere bravissimo e percula gli altri, chi ha sviluppato il pensiero astratto e mi chiede se mi spaventano i grattacieli, perchè a lui fanno paura. C'èra chi non ci sarà e mi mancherà, c'era chi è viziato e chi aspetta che i genitori voltino gli occhi per mostrarsi naturalmente immaturi e caotici, c'era il piccolo cucciolo che mi ha detto che mi vuole bene anche se gli sto antipatica perchè una volta gli ho fatto 'l'uovo' in testa, me lo ha rifatto e gli ho detto che anche io gli voglio bene ed è simpatico, anche quando tenta di non esserlo.
C'erano i grandi che si punzecchiano di continuo e fra mille battute rimangono meravigliosi, le mie ragazze stupende, che mi mancheranno tantissimo, ma che saranno sempre presenti per me, anche quando avranno quarant'anni, perchè sono indelebilelmente sulla mia pelle, con tutto quello che questo significa.
Li ho amati tutti e so che sono e rimarranno nel mio cuore senza saperlo. Non sono mai stati numeri, sono stati nomi e poi volti e poi parole e anime ed hanno segnato l'anno più intenso e bello della mia vita.
Posso dirlo?Forse risulto poco credibile, con le mie crisi, le paure, la frustrazione e le mie recenti uscite isteriche.
Qualcuno ieri sera mi ha detto che quando parto, non mi fermo e se prendo il via, vado oltre. Succede. Doveva bloccarmi e mi ha spaventata, ci è riuscito. 'Quando ti ci metti sei peggio di una pala meccanica' qualcuno mi aveva scritto in una delle poche lettere che conservo a memoria ed ogni tanto rileggo per rendermi conto di quanto sia stato in grado di capirmi, prima ancora che io mi conoscessi così bene. Chi ieri sera ha notato questo lato antipatico e pessimo della mia persona, deve essere sensibile.
Quando mi sento libera di essere una pala meccanica, significa che ho davanti qualcuno a cui voglio bene davvero, in questo caso, me ne sono davvero resa conto. C'è questa persona che mi ha cambiato la vita e neppure se ne accorge. Qualche volta ha creduto di avermi fatto del male, ma non sa con quale tempismo mi abbia inconsapevolmente salvata ed io ho tentato di spiegarglielo, ma non potrà mai davvero capire.
Come glielo spieghi a qualcuno che la fiducia e il rispetto e il sostegno e l'opportunità che mi ha dato, sempre stando un passo indietro, con discrezione e gesti misurati e calibrati, sono stati punti dai quali ripartire? Non glielo spieghi, perchè sarebbe troppo intimo, fuori luogo ed estremo.
Questo è stato l'anno più difficile e bello della mia vita e se potessi, lo vorrei iniziare di nuovo, con le paure, l'ansia, le stesse emozioni e la luce che sentivo dentro.
Non posso tornare indietro, il prossimo anno sarà tutto diverso e nuovo ed insieme all'emozione di una riconferma e della conferma dell'impegno che ho messo e l'amore che ho dato, provo una nostalgia fortissima.
Non so cosa accadrà, ma nulla sarà meglio di questo primo anno incasinatissimo che sta finendo, così come le mie energie, ma mi mancherà e rimarrà nel mio cuore, per sempre.
Ho amato tutto quello che ho vissuto ed ho amato tutti quelli che ho avuto accanto.
Sono stata fortunata, tutto questo penso di non averlo meritato e qualche volta, mentre tento di parlarne, qualcuno banalizza ed io so che è solo perchè non è in grado di capire. Missioni personali, ecco dove sbaglio, o forse, dove finalmente non erro.
Vorrei ringraziare tutti ed abbracciarli e dire ad ognuno quanto bene mi abbia fatto, sarebbe patetico, forse infantile, ma mi hanno fatta sentire amata tante volte e allora vorrei ripagarli solo un po', solo ogni tanto. Poi evito, ma mentre vi guardavo tutti, con le luci puntate, ho pensato ed augurato il meglio, a tutti, per tutti.
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