domenica 11 giugno 2017

Non altro.

Dedicato a te che ora ci sei e non ringrazierò mai di esserci.
Mille si da dire con le labbra  ed il no stampato in fronte dal giorno di quella ferita che fa fatica ad andarsene.
Un sogno che non è possibile contenere, un sogno che da forma alla realtà.
Non altro.

sabato 10 giugno 2017

Solo luce.

Eccomi qui: un caffè amaro e un sorriso finto.
Che nessuno sappia e che nessuno capisca.
Forse sono donna anche per questo.
Seduta qui in un salotto raffinato a conversare amabilmente come una ragazza rispettabile e di buone maniere.
Gambe accavallate elegantemente, come si conviene.
Sorrido ancora, perché è ciò che si aspettano da me , è ciò che tutti sono convinti che io sia.
Difficile frenare l'ironia che mi affiora alle labbra mentre mi accorgo della falsità che mi maschera il volto.
Ma non credere che la mia sia ipocrisia, non credere che io mi sforzi di fingere che va tutto bene per quelli che mi circondano.
Non mi interessa quello che potrebbero pensare si me, non mi interessa più essere all'altezza delle loro aspettative, anzi, mi divertirei a comportarmi in modo assolutamente sconveniente solo per dimostrare loro che le gabbie non fanno pe me, che gioco da sola, che delle regole che si impongono per ipocrisia e quieto vivere non mi riguardano.
E allora vuoi sapere perché me ne siedo in questo salotto e cerco di essere esattamente quello che gli altri vorrebbero che fossi?
Perché non voglio che mi chiedano perché sto male.
Non voglio che conoscano il nostro segreto.
Segreti, menzogne, dolori celati e gioie ben recitate,
E lo faccio solo per me stessa, per pudore e dignità.
Solo per te, che non hai il coraggio di guardarmi negli occhi.
Lascio alle spalle le convenienze e le belle conversazioni e corro verso la luce gialla.
E posso essere vera.
Solo luce .

venerdì 9 giugno 2017

Fierezza e partecipazione.

Questi fiori che seccano senza vaso e senza acqua, lontani dalle zampe divertite e nasi sospettosi.
Vorrei lasciarli seccare e conservarli come ricordo di un momento delicato.
Voglio bene a quasi tutti quelli che frequento ogni giorno, ad alcuni, tantissimo.
In questi giorni dico a tutti quello che provo, quasi con la paura di non poterlo più fare.
Vorrei che chi ho accanto si sentisse importante, ho bisogno di esaltare gli altri.
Voglio che ci siano persone che siano fiere di loro stesse.
Vorrei contribuire alla loro fierezza.
Sto molto male.
Voglio regalare amore finchè riesco a provarne.

mercoledì 7 giugno 2017

Solitudine condivisa.

La mamma di un bambino qualche settimana fa mi ha detto che assomiglio alla protagonista di" Harry ti presento Sally".
Ho sorriso ed ho continuato a stampare i miei fogli e le ricevute.
Non sa quella donna alta, magra, austera, dalla carica imponente, quanto mi abbia resa felice con un commento leggero e privo di motivazioni di fondo.
No, non assomiglio alla fidanzatina d'America, (ormai strarifatta), neppure un po'. Mi sarebbe piaciuto, ma ho già una 'collega' che è uguale a quella biondina tutta occhi e sorriso perfetto. Io non assomiglio a nessuno di bello, assomiglio solo a me stessa.  Però ho un naso bellissimo.
Una volta durante un matrimonio di due sconosciuti, quando avevo i capelli corti, il fotografo mi ha detto che assomiglio in modo impressionante ad Isabella Rossellini, ma credo lo abbia fatto solo perchè ero sola, a fumare, bordo piscina, mentre il mio fidanzato dell'epoca era a cantare ubriaco al karaoke.
Quanta solitudine condivisa con sconosciuti ai quali ho fatto pena nel corso del tempo, come quando durante i grandi discorsi qualcuno cercava di attaccare bottone con una piccola Penelope abbandonata e sola, impaurita dalla differenza d'età ed interessi.

lunedì 5 giugno 2017

Non le mani, ma i polsi.

Mi infastidisce la tua noncuranza, ecco, cosa avrei voluto dirti.
Ascoltami e se non vuoi ascoltare le mie parole, ascolta le mie mani, mentre si muovono, focus e bios del mio personaggio.
Indossa i tuoi coturni e disegnami un esagerato neo sul volto, prima che indossi la mia parrucca enorme e destabilizzante.
Ho bisogno di avere una sigaretta in mano, per non perdermi e ridere delle continue cazzate che compio.
Il tuo maglione blu, nel quale mi sono avvolta con discrezione, mentre il collo mi prudeva.
Il cambiamento è la chiave di tutto e chiunque ne abbia paura è un codardo: avevo paura di perdere il controllo, me e la mia giovinezza.
Vorrei i capelli rossi.
Com'era quella storia delle ferite? Dobbiamo cercare la vera causa dell'infezione e poi lasciarla guarire in profondità senza rovinarne la superficie.
Non sono le mani, sono i polsi, che si muovono veloci e la voce nelle spalle e poi nel collo.
Il baricentro è spostato verso il fianco destro, leggermente però.
Non ci sarai, io so che tu non ci sarai eppure ti cercherò nel pubblico, senza approvazione, ma cercando in quello che provo per te, la forza per comunicare ad altri emozioni che sono solo mie.
Gli inizi sono sempre meravigliosi, poi il resto è una chiavica se è una chiavica.
Forse io la sono stata, sai? Non avrei voluto però.
Il futuro romantico che sogno dentro di me? qualcuno con cui avrò sempre voglia di parlare e che avrò sempre voglia di ascoltare.

D

Lo spettacolo è andato bene.
Non ero tesa, la calma che mi assale è strana. Non ci sono abituata.
Sbaglio a scrivere il titolo...

Tu non c'eri, ma devo rendermi conto del fatto che non ci sarai, va bene.

Una telefonata lunga una vita, parlando delle tue ragioni e della mi assenza.

Sempre le solite cose, sempre.

Ho bisogno di altro, pretendo nuovi argomenti.

Ne avremmo? Di nuovi argomenti, intendo.
Penso di no, ma è un peccato.

Non devo aggrapparmi alle cose che scorrono.
Tutto è in movimento, tutto è in divenire, nulla è eterno.

Neppure quello che provo.

Basta, direi che ci siamo.

Il cambiamento non è negativo, opporsi, si.

Ci mancheremo?

Mi mancherai.

Un po'.

Poi smetterai.

Come tutte le cose della mia vita.

Quando scelgo, è per sempre.

Ma non voglio parlare di cose che non conosco, ancora a lungo.

Va bene così.

Ti mancherò?

Poi, finirà.

La calma mi preoccupa, per me, è presagio di chiusura.

Chiuso, chiudiamo.


venerdì 2 giugno 2017

Tassi, procioni e dure realtà.


L'absente- Tiersen

In questo preciso momento avrei voglia di alzare il telefono e chiamare il mio migliore amico chiedendogli compagnia nell'andare a portare la plastica sul ciglio della strada.
Non posso chiamarlo però e non è un fatto di orgoglio, è sabato sera, sarà impegnato sicuramente e non avrà voglia di sentire riferimenti fra la sua situazione personale e il film 'lezioni di piano'.
Nel quale lei comunque perde le dita, il pianoforte e la voglia di pronunciare qualsiasi parola.
La pargola era antipatica come poche cose, ben le sta.

Ci ho messo una vita a diventare così superficiale, non voglio smettere adesso.

La pesantezza mi accompagna da sempre, è insita nel mio essere, che io la voglia o meno.


La Chute- Tiersen

Se mi fossi fatta i fatti miei e fossi riuscita a non dirgli ciò che sapevo e sapevano, ora egoisticamente parlando avrei ancora il mio migliore amico come accompagnatore perenne.
Mi prenderebbe in giro per la storia di Tiersen e mi chiederebbe se adesso mi sento pianista, io riderei e lui mi continuerebbe a prendere in giro.
Gli direi che ho scoperto cosa sia il minimalismo e che mi piace anche un sacco.
Lui direbbe qualcosa sul fatto che io sono tutto, tranne che minimalista ed ho sempre adorato gli eccessi.
Siamo contraddizioni, io e lui, ci vogliamo bene.

Volevamo?
Vogliamo.

Nonostante tutto, gli vorrò sempre tutto il bene che non è bastato a pensare che fosse più importante proteggerlo che averlo accanto.

Comunque questa La Chute assomiglia al 2.34 a The heart asks pleasure first di Nyman?
E mentre dico cose come queste mi manca una frase cattiva nei miei confronti, mi manca infinitamente ed eternamente.

Come i nostri abbracci lunghi, con le tue zampe da dinosauro e la faccia da procione.
Che poi, perché nel mio bosco dovrebbero esserci dei tassi?

Mi manchi.
Sei stato il mio appoggio, il mio quotidiano, il mio compagno di cazzate e serietà, se non ci fossi stato tu non so come avrei fatto.

Le amiche si devono saper mettere da parte anche quando è difficile, giusto?
Quindi stasera non chiamerò, niente scemate, abbandoniamo quel rituale da ragazzini che ci apparteneva, niente battute e niente di niente.

Io l'ho capito, sai, quando sei stato tu a proteggermi, anche da me stessa: la storia della palestra, degli uomini sbagliati e del senso del dovere che provi nei miei confronti.

Mi hai sempre trattata come se fossi piccola.
Forse è per questo che non sei riuscito ad accettare che fossi io per una volta, a proteggere te.

Quando vorrai, ci sarò.
Per sempre.
Per te. Per sempre.

Perché qualsiasi cosa possa accadere lo sai, che quando avrai bisogno, sarò qui, senza se e senza ma, per riprendere esattamente da dove ci siamo lasciati.

Mi manchi e non puoi non mancarmi, ti voglio e ti vorrò sempre bene.
Ciò non toglie che tu sia una grandissima testa di tasso che non discerne realtà e finzione.

Rimani aggrappato alle tue necessità fino a quando ne avrai bisogno, non ti giudicherò mai, l'ho fatto anche io e tu c'eri, senza avermi mai dato della debole.

Sei l'uomo migliore che conosca, ma sei una testa di procione.