domenica 18 giugno 2017

Compleanno.

La regina degli egocentrici non può che amare con tutta sé stessa il giorno adibito ad una celebrazione del sé.

Così almeno è stato da sempre.

Ad oggi, che sia causa il tempo, il periodo, l'umoraccio, vorrei saltare a piedi pari il giorno del mio compleanno, trascorrendolo a letto , da sola, a dormire.

Mi sale l'ansia nei confronti del futuro e la paura in rapporto alla me stessa di oggi.

Forse, sono solo consapevole che non ci sia nessuno ad amarmi.

Non parlo di un uomo, no, anzi, ho proibito a chiunque sia nella mia vita di fare qualsiasi tipo di gesto. Non sarebbe appropriato. Non sarebbe adeguato e non sarebbe gradito.

Vorrei forse avere un forte motivo per cui piangere, crogiolarmi nel dolore, sentirmi talmente ignorata da soffrire e trascorrere la giornata a piangere.

In quel caso avrei davvero un grande motivo per sentirmi triste, insomma, un altro alibi.

Avrei preferito arrivare alla mia età senza il disperato bisogno di alibi che invece ho.

Sono preoccupata per il giorno del mio compleanno, sarà triste, ma forse non abbastanza.

Per circa dieci anni ho chiesto a qualcuno un regalo, un regalo da dieci euro, che mi sarebbe piaciuto, per ogni festa, chiedevo sempre il solito punto luce. Piccolo, scemo, luminoso. Mi sarebbe piaciuto.
Per dieci anni, ho ricevuto regali di ogni genere, ma nessuno mi ha dato retta.

Io non ricevo mai libri, perché tutti pensano che io abbia letto tutto e quindi non sanno cosa regalarmi e non ricevo un punto luce che non mi rappresenta perché 'è troppo fine per te, tu sei una da colore e creatività'.

Certo, continuiamoci a far dire da altri ciò che siamo, è un bel vivere.

Sono preoccupata per domani e per la mia solitudine.

Devo imparare a gestire anche quella inaspettata, perché credo che anche questo voglia dire crescere.
E così, va già meglio.

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