Tutto aveva avuto inizio per gioco e per sbaglio.
L'errore che mi accompagna da sempre mi ha condotta verso un luogo ed una data che non erano quelli segnati su un foglio, ma solo dopo mi sentii a mio agio, così tanto, da poter affermare che non fu il gioco e non fu lo sbaglio a farmi trovare lì.
Erano le otto ed avevo voglia di cambiare la mia vita: avevo un cane, un gatto, una casa, un compagno di vita e una profonda insicurezza.
Era martedì sera ed il martedì non aveva mai significato nulla, prima di allora.
E poi, poi divennero i martedì alle otto, i miei appuntamenti con me stessa, durante i quali non ero compagna, non ero figlia, non ero libraia né antichista, ma ero solo io, in attesa di trovarmi.
Non avevo velleità né speranze, ma solo tanta voglia di superare i miei blocchi sociali, di ampliare la rete sociale e di avere uno spazio solo mio.
E l'ho avuto, tanto e per molto tempo, anche se oggi, mi sembra troppo breve.
Rimpiango le serate, i sorrisi, l'adrenalina, la voglia di fare e sento di aver concluso un periodo che avrei voluto protrarre per sempre, ma questa volta, mi sono davvero resa conto che i comportamenti degli altri influenzano le nostre scelte, anche se non si vorrebbe.
Sono stati giorni pieni, con il telefono che trillava, la penna in mano, la voce da impostare, gli esercizi e la voglia di fare.
Sono stati giorni lunghi.
Sono stati dei bei giorni.
Non voglio rovinarmene il ricordo, lo voglio tutto, perché mi è servito, mi ha cambiata, mi ha aiutata e salvata.
E poi, poi oggi sono qui, ad esaminare uno ad uno tutti i miei pensieri, i comportamenti, le frasi, le confidenze e a chiedermi se potrei mai tornare indietro.
Vorrei tanto riuscirci.
Ma sono ferita nel profondo e non riuscirei più ad aprirmi, sono offesa e mi sento davvero presa in giro.
Si è appena chiuso un capitolo, senza che io leggessi le ultime pagine, senza che potessi davvero voltare pagina, si è chiuso con il contraccolpo di una spinta troppo forte sullo stipite e l'aria che insieme alla corrente, ha mosso un finale indipendente.
lunedì 28 agosto 2017
Salute e benessere.
Se potessi, passerei le mie giornate a fumare sigarette alla menta, senza mangiare e senza parlare.
Trascorrerei il mio tempo seduta su un gradino a fumare nell'attesa che tutto questo dolore possa passare.
Passerà?
Perché mi sembra così impossibile.
Quando non ho il controllo sulle cose, sulle sofferenze, sulla gestione del dolore... e mi sembra cretino anche solo scrivere una cosa come ' gestione del dolore'...
Sento che tutto quello che avevo di importante nella mia vita mi sta abbandonando, mi sento così impotente nei confronti dei fatti, degli eventi, della vita e ricado in pessime abitudini.
Non voglio e non posso, non adesso, non ora che i problemi si accumulano, le persone si ammalano ed il mio mondo si sgretola.
Mi sento veramente sola.
Non riesco a far entrare nessuno in una dimensione che vivo egoisticamente, come quasi tutto quello che vivo, insomma.
Vorrei davvero dimenticarmi tutto per dieci minuti e sentirmi leggera e felice.
Mi sentirò mai , felice?
Forse si, ma leggera no, non c'è leggerezza in tutto questo.
E sembra che il mondo lo faccia di proposito:
nessuno sconto, nessuna tutela, anzi.
Continuo a scontrarmi con spigoli che si conficcano nelle mie tempie,
provo un dolore che da emotivo diviene morale e poi fisico.
Ho perso la fiducia nelle persone che credevo, in qualche modo, amiche.
Mi ritrovo a dire addio a qualcosa che credevo mi piacesse e che per lungo tempo è stato sfogo, passione e divertimento.
Continuo a tremare.
E a soffrire.
Vorrei poter rimanere qui, su questo gradino, ferma, immobile ed in silenzio.
Non ho più bisogni, non ho necessità,
ho solo voglia di piangere e comunque, non ci riesco.
Trascorrerei il mio tempo seduta su un gradino a fumare nell'attesa che tutto questo dolore possa passare.
Passerà?
Perché mi sembra così impossibile.
Quando non ho il controllo sulle cose, sulle sofferenze, sulla gestione del dolore... e mi sembra cretino anche solo scrivere una cosa come ' gestione del dolore'...
Sento che tutto quello che avevo di importante nella mia vita mi sta abbandonando, mi sento così impotente nei confronti dei fatti, degli eventi, della vita e ricado in pessime abitudini.
Non voglio e non posso, non adesso, non ora che i problemi si accumulano, le persone si ammalano ed il mio mondo si sgretola.
Mi sento veramente sola.
Non riesco a far entrare nessuno in una dimensione che vivo egoisticamente, come quasi tutto quello che vivo, insomma.
Vorrei davvero dimenticarmi tutto per dieci minuti e sentirmi leggera e felice.
Mi sentirò mai , felice?
Forse si, ma leggera no, non c'è leggerezza in tutto questo.
E sembra che il mondo lo faccia di proposito:
nessuno sconto, nessuna tutela, anzi.
Continuo a scontrarmi con spigoli che si conficcano nelle mie tempie,
provo un dolore che da emotivo diviene morale e poi fisico.
Ho perso la fiducia nelle persone che credevo, in qualche modo, amiche.
Mi ritrovo a dire addio a qualcosa che credevo mi piacesse e che per lungo tempo è stato sfogo, passione e divertimento.
Continuo a tremare.
E a soffrire.
Vorrei poter rimanere qui, su questo gradino, ferma, immobile ed in silenzio.
Non ho più bisogni, non ho necessità,
ho solo voglia di piangere e comunque, non ci riesco.
venerdì 25 agosto 2017
Silenzi assordanti.
Ossimorico.
Io avevo un bel cervello.
O almeno, così dicevano.
Mi sento così stupida ed incompleta.
Non colgo, non colgo quasi mai
e soffro.
Come soffro
in un silenzio
cosi assordante.
Io avevo un bel cervello.
O almeno, così dicevano.
Mi sento così stupida ed incompleta.
Non colgo, non colgo quasi mai
e soffro.
Come soffro
in un silenzio
cosi assordante.
Stanchezza.
Sono così stanca e tu,
tu non mi culli neppure un po'.
Ed io vorrei qualcuno che mi sollevasse la testa quel tanto che basta da lasciarmi respirare,
mentre il resto del mio corpo fluttua nell'acqua caldissima.
Vorrei questo,
che mi tenessi questa testa così pesante
giusto il tempo che io riesca a sentirmi leggera.
Vorrei tanto dormire.
Ho tanto sonno, ma non è sonno, è una stanchezza irrimediabile
alla quale non puoi provvedere neppure tu.
Non che lo faresti,
ma sarebbe più semplice.
Ed invece, no, qui è tutto così complicato ed io faccio fatica a muovere le dita e a ricordarmi tre cose,
tre cose,
tre
cose.
Sono così stanca da non riuscire a ridere neppure con te,
perché non riesco
e soffro
.
Ma tu non ci sei ed io, semplicemente, non ci sono.
Ho così sonno, ma non è sonno...è stanchezza...va bene, lo avevamo già detto.
tu non mi culli neppure un po'.
Ed io vorrei qualcuno che mi sollevasse la testa quel tanto che basta da lasciarmi respirare,
mentre il resto del mio corpo fluttua nell'acqua caldissima.
Vorrei questo,
che mi tenessi questa testa così pesante
giusto il tempo che io riesca a sentirmi leggera.
Vorrei tanto dormire.
Ho tanto sonno, ma non è sonno, è una stanchezza irrimediabile
alla quale non puoi provvedere neppure tu.
Non che lo faresti,
ma sarebbe più semplice.
Ed invece, no, qui è tutto così complicato ed io faccio fatica a muovere le dita e a ricordarmi tre cose,
tre cose,
tre
cose.
Sono così stanca da non riuscire a ridere neppure con te,
perché non riesco
e soffro
.
Ma tu non ci sei ed io, semplicemente, non ci sono.
Ho così sonno, ma non è sonno...è stanchezza...va bene, lo avevamo già detto.
mercoledì 23 agosto 2017
Pretesti dell'ultimo minuto.
Perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.
Senza Risposta.
Il solo gesto in grado di salvarmi
sarebbe l'abbraccio
che non ti ho mai permesso di darmi,
sarebbe l'abbraccio
che non ti ho mai permesso di darmi,
la sola presenza in grado di contenermi
sarebbe quella delle tue mani
pronte a raccogliermi.
Perché se mi dovesse cadere
una sola lacrima, io,
qui, mi sgretolo.
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