lunedì 28 agosto 2017

Giravolta sui tasti bianchi.

Tutto aveva avuto inizio per gioco e per sbaglio.
L'errore che mi accompagna da sempre mi ha condotta verso un luogo ed una data che non erano quelli segnati su un foglio, ma solo dopo mi sentii a mio agio, così tanto, da poter affermare che non fu il gioco e non fu lo sbaglio a farmi trovare lì.

Erano le otto ed avevo voglia di cambiare la mia vita: avevo un cane, un gatto, una casa, un compagno di vita e una profonda insicurezza.

Era martedì sera ed il martedì non aveva mai significato nulla, prima di allora.

E poi, poi divennero i martedì alle otto, i miei appuntamenti con me stessa, durante i quali non ero compagna, non ero figlia, non ero libraia né antichista, ma ero solo io, in attesa di trovarmi.

Non avevo velleità né speranze, ma solo tanta voglia di superare i miei blocchi sociali, di ampliare la rete sociale e di avere uno spazio solo mio.

E l'ho avuto, tanto e per molto tempo, anche se oggi, mi sembra troppo breve.

Rimpiango le serate, i sorrisi, l'adrenalina, la voglia di fare e sento di aver concluso un periodo che avrei voluto protrarre per sempre, ma questa volta, mi sono davvero resa conto che i comportamenti degli altri influenzano le nostre scelte, anche se non si vorrebbe.

Sono stati giorni pieni, con il telefono che trillava, la penna in mano, la voce da impostare, gli esercizi e la voglia di fare.

Sono stati giorni lunghi.

Sono stati dei bei giorni.

Non voglio rovinarmene il ricordo, lo voglio tutto, perché mi è servito, mi ha cambiata, mi ha aiutata e salvata.

E poi, poi oggi sono qui, ad esaminare uno ad uno tutti i miei pensieri, i comportamenti, le frasi, le confidenze e a chiedermi se potrei mai tornare indietro.

Vorrei tanto riuscirci.

Ma sono ferita nel profondo e non riuscirei più ad aprirmi, sono offesa e mi sento davvero presa in giro.

Si è appena chiuso un capitolo, senza che io leggessi le ultime pagine, senza che potessi davvero voltare pagina, si è chiuso con il contraccolpo di una spinta troppo forte sullo stipite e l'aria che insieme alla corrente, ha mosso un finale indipendente.

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