giovedì 10 agosto 2017

Russia e modernità.

Il mio amato Fedor ha provato ad insegnarmelo in migliaia e migliaia di pagine, con centinaia di nomi - all'apparenza, ma non solo, tutti uguali-, con esempi, racconti, omicidi, confessioni, pensieri dell'autore e pensieri del personaggio, punto di vista interno e punto di vista esterno, laterale, imparziale e carico di giudizio: il bene e il male sono proprio dell'essere umano, è l'uomo che sceglie cosa porre in atto e quando farlo.

Per questo Fedor rimarrà nel mio cuore.
Perché mi ha insegnato ciò che la psicanalisi cura da almeno mezzo secolo e le favole ti inculcano erroneamente da sempre(quasi, ma la ricostruzione filologica della favola è complicata): i buoni ed i cattivi non esistono.

Io, per comodità e per stupidità, continuo a suddividere il mondo secondo un criterio profondamente sbagliato, lo faccio inconsapevolmente e solitamente mi aspetto dagli altri gli stessi comportamenti che adotterei io, cosa totalmente fuorviante ed illusoria.

Così, la delusione e la sofferenza.

Ed il sentirsi sciocca.

Ma Fedor, ha sempre ragione, devo impararlo.

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