giovedì 6 dicembre 2018
Questione di utero.
"Non sopporto il maschilismo perché siamo tutti nati da una donna."
Ottimo motivo.
Grazie per averlo comunicato proprio a me che di figli non ne ho e non perché non ne desideri ardentemente uno o non possa crescerlo o non abbia un compagno o non desideri averlo con lui.
Ebbene si: ci sono donne che non sono capaci ad avere dei figli.
Svelata una grande, incomprensibile, verità.
Non siamo tutte predisposte geneticamente alla riproduzione.
Che dobbiamo fare?
Che ci dovete fare?
Il rispetto di un essere umano non dipende dallo stato dei suoi ovuli o dalla velocità degli spermatozoi.
In fin dei conti nessuno rispetta un uomo per la sua capacità di fecondare un ovulo, non capisco quindi perché il rispetto di una donna debba dipendere dalla sua capacità di far fuoriuscire un essere umano dalla sua vagina.
Magico.
Assurdo.
Meraviglioso.
Il mistero della vita e la capacità umana di riprodursi, non sembra vero che dall'unione di un uomo ed una donna possa nascere la vita e che nel corso di 39 settimane ci sia un cuore, un cervello, due occhi, delle dita, dentro qualcuno. Un enorme, enorme, enorme miracolo.
Questo per dire che io stessa mi stupisco e mi emoziono pensando alla nascita.
Tuttavia non credo che sia l'unico motivo per il quale essere contrario ad un maschilismo che comunque stai affermando dicendo una frase come quella di cui sopra.
E se una donna non sa farlo? Non può farlo?
Che succede?
Non è degna di rispetto?Può essere discriminata? Non sarà mai una madre?
Nel momento in cui io cresco un figlio, ne sono madre.
Così come quando insegno musica ad un bambino, ne sono l'insegnante.
Succede così. Automaticamente. Non è questione di parto, sono dati di fatto.
Che solo alcuni scorgono e sanno leggere ed altri nonostante tutto, nonostante la mente aperta ed il buonismo, continueranno a vederli come dati corretti, risultati ottenuti per mano di una calcolatrice, senza sforzo alcuno.
Peccato che ad alcuni i figli nascano meglio che ad altri, senza che per forza debbano averli desiderati o voluti o cercati, peccato che capitino e basta. Ma per averlo un figlio, quando non puoi fartelo tu, allora devi dimostrare di meritartelo.
Devi mostrare il tuo reddito, la tua buona persona, la tua dignità di essere umano, l'affidabilità, la serietà, la volontà, devi diventare un ottimo genitore sulla carta, su tante carte, per tanto tempo e poi forse sì, lo puoi diventare un genitore, ma sempre e solo sulla carta finché qualcuno non ti considererà comunque un vero genitore perché quel figlio per il quale hai pianto e lottato come piangono e lottano le partorienti durante il travaglio, non è uscito tu e non ti assomiglia.
Se il tuo corpo si deforma perché è pieno di vita, tu sei una madre, se il tuo corpo si deforma dalla voglia di averlo un figlio, non la sei comunque.
Se riesci a rimanere incinta, nessuno mette in dubbio il tuo diritto di partorire tuo figlio e tenerlo accanto a te, se tu lo cerchi in giro per il mondo, non sei pronta, perché devi pensarci bene ed è un peso troppo grande da affrontare.
Se lo dici poi, che stai cercando un bambino, tutti si aspettano che tu stia avendo un'intensa attività sessuale e nessuno pensa al fatto che la sera non si faccia l'amore perché sei persa nella burocrazia di uno stato che abusa della tua incapacità.
Anche se sai che in giro per il mondo da qualche parte magari tuo figlio è già nato e sta aspettando te e tu non puoi prenderlo per mano dicendogli che va tutto bene e portartelo nel lettone per spostarlo nel lettino ikea che hai da anni ormai e poi pensi che tanto in quel lettino non ce lo metterai mai perché vaffanculo anche l'educazione, dopo tante lotte, te lo terresti nel lettone anche con i suoi piedini impiantati nelle costole.
E la voglia di maternità che non ti levi da dentro. Mentre dentro, continui ad essere vuota.
Ma si, le donne che si rispettano, sanno procreare. Giusto?
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