domenica 23 aprile 2017

Frivolezze.

Amo i miei capelli.
Li ho scalati ed oggi li posso lasciare al naturale, una serie di onde ingestibili.
Ho sempre amato la sensazione che si prova quando si è totalmente immersi nell'acqua: il corpo non ha più peso, i capelli diventano impalpabili e se chiudi gli occhi, riesci a sentire l'infinito silenzio del mare, il calore del sole, una sorta di stato naturale dal quale non vorrei mai uscire.

La mia storia d'amore con l'acqua bollente è nota a tutti, soprattutto al signor acam.

Fra poco dovrò andare a dormire, domani mattina dovrò alzarmi presto e fare tutta una serie di cose che oggi mi sono limitata a non fare.

La nottata di ieri mi ha debilitata, bella, diversa, folle, ma insostenibile.

Credo che il sentimento per me non sia legato tanto a ciò che io provo, ma a quello che l'altra persona riesce a farmi provare. Quasi sempre è un sentimento che potrebbe essere definito 'riflessivo', perché amo qualcuno quando amo come mi fa sentire.
Egocentrica anche a livello emotivo ed estremo.

Credo che il problema sia questo.

Credo poi, che non possa farci assolutamente nulla.

Nelle giornate casalinghe, mi ritrovo a lavare ed asciugare i piatti, tutto il giorno.
Lavatrici, piatti, pavimenti. Uno sguardo a qualche nuova ricetta. Ho due stanze da finire.
Non sono arrivati i mobili, dovrò attendere.

Non vedo l'ora di aver finito tutto, da un lato.
Non voglio finire, dall'altro.

Ho rivestito una scatola con un motivo a giugliucci, incorniciato una foto di L, spostato alcuni libri.
Vorrei trovare la voglia di dedicarmi alle cose che ho sempre fatto con gioia e piacere, ma adesso che sarebbe il caso di averne voglia, non ne ho più.

Mi fa malissimo la schiena.
Ma amo i miei capelli.


E tu, continui a farmi sentire così.
Ed io, non posso farci nulla.

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