domenica 23 luglio 2017

Viaggi, miraggi e perifrasi.

Assurdo pensare a come abbia fatto a non guidare per così tanto tempo.
Eppure ero io, la stessa di oggi, più giovane, meno capelli bianchi, meno kg e qualche paura di troppo.
Ero io e non mi riconosco in quella me che viveva l'ansia della guida.
Buffo pensare a come poche sere fa abbia chiesto a qualcuno di poter guidare un piccolo camioncino.

Oggi, sulla mia guida, pongo battute e rido.

Da qualche anno sono diventata io, il taxi degli altri e ne sorrido compiacendomi.

Quasi ogni grande discorso inizia con un breve viaggio, almeno, per me.

Da quando l'autostrada non mi inghiotte più e le gallerie non mi soffocano,
la strada è il mio foglio ed i compagni di viaggi, interpreti di spettacoli che ancora non ho scritto.

Mi ricordo un Genova-Milano.
E un Milano-Bologna.

e poi c'è quel Firenze-Casa,

quello dove ho scritto nella mia testa, le prime parole di quelle donne di Itaca che tu, solo tu, non hai mai voluto leggere.

Vittimista, avrai pensato.
Maschilista, ti avrei urlato.

Firenze-Roma e vediamo che ne esce?

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