sabato 8 luglio 2017

Bagno di Gong.

In principio fu il gong.
E da lì partì tutto.
Il suono.
La vibrazione.
L'energia.

Il formicolio lungo le gambe, nel basso ventre, il palpito nell'utero.
E la liberazione.

Chiudendo gli occhi, eri nella mia cucina.
Io indossavo una camicia bianca ed avevo i capelli corti, a caschetto.
Le dita con lo smalto rosso, senza segni.
Una fede color oro.

E te,
seduto vicino al mio frigo.

Poi la luce e il tuo sorriso triste, che amo.

Infine, le voci, gli urli, la sopraffazione.
Il voler prevalere, calpestare il rispetto, la totale mancanza di lealtà, la cattiveria.
La cattiveria.
Non penso mai che il prossimo possa davvero essere cattivo, ma questa volta è diverso.

La manipolazione, la cattiveria, il sopruso.

L'ultimo gong.

La campana del vento.


Ci sono limiti invalicabili, come quello che hanno voluto attraversare.
Questa volta è differente, non riesco ad accettare più sgarbi simili.

Gong.
La luce si accende.
Mettiamoci seduti.
In silenzio.

A guardarci negli occhi parlando di amicizia.

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